Norris vince in Brasile, Verstappen da 21° a 2° e Mercedes è campione: Antonelli sbaglia, Ferrari in alto mare

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Lando Norris vince il GP Brasile 2026 davanti a Max Verstappen, protagonista di una rimonta dal 21° al 2° posto, e Isack Hadjar. La Mercedes conquista il Mondiale costruttori nonostante gli errori di Kimi Antonelli. Ferrari settima con Leclerc e nona con Hamilton: nemmeno la pioggia salva la Rossa.

A Interlagos Lando Norris ha fatto quello che Kimi Antonelli non è riuscito a fare: tenere in pista una macchina abbastanza veloce da vincere. Il britannico della McLaren conquista il GP Brasile 2026 davanti a un Max Verstappen straordinario, capace di risalire dal ventunesimo al secondo posto, e a Isack Hadjar, terzo con l'altra Red Bull. La Mercedes festeggia il Mondiale costruttori, dopo quello piloti già conquistato da Antonelli in Messico. La Ferrari, invece, resta in alto mare. E stavolta la battuta è quasi inevitabile, visto quanta acqua è caduta sul circuito di Interlagos.

La gara sembrava aver preso una direzione ben precisa alla partenza. Antonelli aveva bruciato Norris allo spegnimento dei semafori, prendendosi la testa e costruendo un vantaggio di quasi cinque secondi nei primi giri. Poi è arrivato il passaggio dalle intermedie alle gomme soft da asciutto e, con quello, sono cominciati i problemi. Kimi ha segnalato via radio che qualcosa non funzionava sulla sua Mercedes, prima di perdere il controllo della monoposto e regalare la leadership a Norris. Non sappiamo se le due cose siano collegate. Sappiamo però che poco dopo, nello stesso punto, l'italiano è andato nuovamente lungo, lasciando strada anche a Verstappen.

Norris, invece, ha aspettato che la gara tornasse dalla sua parte e, una volta ripreso il comando, non ha più sbagliato. Ha gestito le gomme, le soste e soprattutto il ritorno della pioggia negli ultimi giri, costruendo un vantaggio che gli ha permesso di controllare il finale senza correre rischi inutili.

Verstappen fa l'impresa, la Mercedes festeggia nonostante gli errori

Se Norris è stato il pilota più efficace, Verstappen è stato quello che ha regalato lo spettacolo maggiore. Partito ventunesimo dopo le penalità per la sostituzione dei componenti della power unit, ha superato avversari uno dopo l'altro, passando anche attraverso un lungo duello con Piastri. Poi ha raggiunto il compagno Hadjar, che gli ha ceduto la seconda posizione. Alla bandiera a scacchi Max era secondo, a 14 secondi e sei decimi dal vincitore. Una rimonta che vale quasi quanto una vittoria.

La Mercedes, intanto, può permettersi di festeggiare anche in una domenica tutt'altro che perfetta. Russell ha perso tempo con un testacoda nella corsia dei box, Antonelli ha commesso due errori quando era in lotta per la vittoria. Nel finale la squadra ha chiesto a Kimi di lasciare passare George per il quarto posto. Quarto Russell, quinto Antonelli: abbastanza per consegnare alla Mercedes anche il titolo costruttori. Il Mondiale si vince nell'arco di una stagione, non soltanto nei pomeriggi in cui tutto funziona.

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Ferrari, la scommessa sulle penalità non paga: Leclerc settimo, Hamilton nono

A Maranello avevano scelto deliberatamente Interlagos per scontare le penalità dei motori. Vasseur contava sulle possibilità di sorpasso e sul meteo instabile per recuperare terreno. In parte ci sono riusciti: Leclerc, partito quattordicesimo, è arrivato settimo dopo aver strappato la posizione a Lawson con un contatto all'ultimo giro; Hamilton, ventesimo in griglia, ha chiuso nono.

Ma la Ferrari non è mai stata realmente in lotta con le squadre di vertice. Leclerc è rimasto a lungo bloccato dietro la Racing Bulls di Lindblad, mentre Hamilton, dopo una partenza eccezionale, è scivolato indietro prima di tentare il colpo con un passaggio anticipato alle gomme soft da asciutto. Una scelta inizialmente azzeccata, tanto che Lewis è riuscito persino a sdoppiarsi da Norris sfruttando le gomme più fresche.

Poi, quando la pioggia è tornata, Hamilton è rimasto fuori un giro in più nonostante la chiamata ai box, rischiando di perdere il controllo della macchina. C'è stato perfino bisogno di un ordine di scuderia per farlo passare davanti a Leclerc. Alla fine sono arrivati un settimo e un nono posto: otto punti complessivi, contro i ventidue della Mercedes.

In Brasile Norris ha vinto, Verstappen ha ricordato a tutti di cosa sia capace e la Mercedes ha completato la sua stagione da campione del mondo. La Ferrari continua invece a cercare risposte che non arrivano. Ha cambiato i motori, ha cambiato le strategie, ha trovato prima una pista bagnata e poi asciutta, infine di nuovo bagnata. Quello che non è cambiato è il distacco da chi lotta per vincere.

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