“Volete che i bambini stiano meno sugli schermi? Accettate la loro vivacità”: la lezione di una mamma

"Se volete vedere meno bambini davanti ai tablet, allora dovete diventare più tolleranti nei confronti della vivacità infantile". Con queste parole, condivise senza troppa diplomazia su TikTok, una madre americana ha deciso di ribellarsi a tutti quegli adulti che condannano l'uso dei tablet nei ristoranti, ma allo stesso tempo non sopportano che i bambini si comportino in modo spontaneo.
Jordan Simone, questo il nome della ventisettenne che sui social si definisce "avvocatessa e poetessa" non le ha certo mandate a dire, e nel video che in poco tempo ha raggiunto decine di migliaia di visualizzazioni, ha deciso di scagliarsi con decisione contro l'ipocrisia di una società sempre più interessata a promuovere la natalità, salvo poi non voler aver a che fare con i bambini e la loro naturale esuberanza almeno finché questi non diventeranno utili (e silenziosi) contribuenti.
Il doppio standard sui bambini e la tecnologia
Come ogni genitore ben sa, i bambini non sono dei soldatini da cui pretendere ordine e disciplina. Pertanto, si desidera che i più piccoli la smettano di ipnotizzarsi davanti allo schermo di un tablet, allora bisogna armarsi di pazienza e rassegnarsi al fatto che potrebbero creare un po' di confusione. Secondo Simone, infatti, è del tutto irrealistico aspettarsi che i bambini più piccoli si comportino in modo impeccabile ed educato in luoghi pubblici come ristoranti, aerei o supermercati.
"Se non vuoi vedere bambini piccoli, neonati, sui loro tablet a cena, allora dovrai accettare il fatto che, per un po', saranno rumorosi, odiosi, persino invadenti nei confronti dei tavoli vicini", ha affermato la madre, ricordando come il rispetto delle regole sociali sia qualcosa che, come tutte le cose, può essere imparato solamente attraverso l'esperienza e la pratica.
Eppure, ha continuato Simone, molti genitori si sentono spesso sotto pressione a causa delle occhiate di disapprovazione ricevute ogni volta che i loro figli ridono troppo forte o piangono in un luogo pubblico. Ed è proprio questo giudizio costante che spesso porta mamme e papà preferire l'uso della tecnologia per tenere buoni i figli e risparmiarsi l'ennesimo sguardo giudicante da parte dei presenti.
La necessità di maggiore empatia
Pur riconoscendo che l'uso dei dispositivi elettronici nei bambini è una questione complessa, Simone ha quindi invitato gli adulti senza figli a mettersi nei panni dei genitori e mostrare un po' più di pazienza e comprensione. "Finché non aumenterete la vostra tolleranza verso i bambini che si comportano semplicemente come tali, vedrete bimbi con in mano un tablet", ha sentenziato la donna.
Certo, ha poi concluso Simone, questo non significa che i figli debbano sentirsi in diritto di fare chiasso o comportarsi deliberatamente in modo maleducato, tuttavia lasciare che i piccoli possano esprimersi con maggiore naturalezza nei luoghi dove non deve vigere un silenzio religioso (come una biblioteca) può contribuire notevolmente ad alleggerire la situazione di madri e padri che possono cessare di vivere con vergogna ogni sussulto del proprio figlio per il timore di disturbare il prossimo.
Il sostegno del web
Sorprendentemente, il messaggio di Simone ha trovato ampio consenso online. Molti utenti hanno condiviso il suo punto di vista, sottolineando come l'apprendimento sociale avvenga solo attraverso l'esperienza diretta e quindi è giusto lasciare ai bambini un certo margine di tolleranza. Altri ancora hanno invece fatto notare l'incoerenza di chi critica i bambini davanti agli schermi, ma poi non riesce a staccarsi dal proprio telefono. La discussione rimane aperta, ma una cosa è certa: i bambini fanno parte della società e hanno il diritto di crescere con le giuste opportunità di apprendimento.