Il video del bimbo che entra nella macchinetta acchiappa giocattoli: riesce a rubare i premi, ma rischia la vita

Tre amici, due il braccio e una la mente, osservano per qualche istante la macchinetta acchiappa peluche che si trova dinnanzi a loro. Colorati e invitanti i pupazzi sembrano chiamarli e i tre, consapevoli che quel braccio meccanico sembra essere stato posizionato nelle macchinette per non riuscire ad acchiappare neanche un premio optano per una soluzione migliore: mandare il loro amichetto più piccolo ad acciuffare proprio ciò che desidera. Peccato che l'azione sia stata estremamente pericolosa per l'incolumità del bimbo che si è trovato all'interno della struttura.
Un bimbo si infila nella macchinetta dei giocattoli
Nel video è chiara la dinamica che ha coinvolto tre amici in un supermercato di Khabarovk in Russia. I due dalla stazza più grande si sono guardati e, come in ogni gruppo che si rispetti, hanno deciso di sfruttare le doti di ciascuno per raggiungere l'obiettivo comune: ottenere tutti i giocattoli presenti nella macchinetta. Così si vede, dal video catturato dalle telecamere di sicurezza, il bimbo con la felpa rossa prendere in braccio l'amico più piccolo ed esile e decide di inserirlo all'interno della fessura adibita al ritiro del pupazzo che si è riusciti ad acciuffare con il braccio meccanico.
Il piccolo non oppone alcuna resistenza, entra nella macchinetta allettato all'idea di potersi trovare nel paradiso dei bambini: un luogo morbido e pieno di giocattoli. Il bimbo, una volta nella macchinetta, acciuffa un grosso peluche giallo e lo alza come fosse un trofeo da sfoderare davanti ai suoi amici, poi, non contento, ne prende uno bianco, uno verde e ad uno ad uno li passa agli altri membri del gruppo proprio dalla fessura da cui è entrato. Gli altri due ridono soddisfatti del bottino, una volta che la macchinetta è stata svuotata del suo intero contenuto, ignari però della pericolosità dell'azione che hanno appena compiuto. Il piccolissimo ladro di giocattoli, minuto e scaltro, a differenza di molti suoi coetanei che prima di lui si erano cimentati in un'impresa simile è riuscito ad uscire, strattonato con forza dagli amici.
La pericolosità delle macchinette acchiappa-pupazzi
Il trio di bambini non è certo il primo gruppo che decide di optare per una tattica simile, una volta finite le monetine nelle tasche i piccoli ritengono che quei peluche tanto vicini si possono ottenere senza l'ausilio del braccio meccanico, ma cimentandosi in una arrampicata per il cunicolo stretto della struttura. Lo scorso 1 febbraio era avvenuto un episodio simile nel Queensland che aveva però richiesto l'intervento delle forze dell'ordine, per correre in salvo a quel bimbo di 3 anni che, una volta entrato nella macchinetta acchiappa-giocattoli, non era più riuscito ad uscire.
Ma perché i bambini si addentrano in queste macchinete, sembrando completamente ignari dei rischi per la propria salute? Alle pagine della testata australiana abcnews Barbara Eldredge, designer che ha progettato la più grande macchinetta ad artiglio al mondo ha spiegato che queste strutture appaiono ai piccoli progettate proprio perché loro vi entrino: "I premi sono vicinissimi ai bambini eppure fuori dalla loro portata perché magari i genitori a un certo punto decidono di non dare più monetine. Allora, guardando a quelle fessure abbastanza grandi per il loro corpicino, progettano di entrare in quella terra magica piena di giocattoli, che desiderano".
L'esperta ha spiegato che bastano pochissimi attimi di disattenzione degli adulti per lasciare che i piccoli entrino in quelle che potenzialmente sono strutture molto pericolose per loro e che spesso si tratta di bimbi di età compresa tra i 2 e i 3 anni, periodo in cui adorano arrampicarsi. La cosa migliore da fare è dunque stare sempre insieme ai bimbi dinnanzi a queste strutture, spiegare loro il funzionamento di macchinette realizzate per giocare e sperare che la sorte sia benigna, dal momento che entrarvi significa barare ed è rischioso per la loro salute, spesso infatti è necessario l'intervento delle forze dell'ordine per liberarli.