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L’attività fisica in gravidanza può facilitare il travaglio? La risposta dell’esperta

Una moderata attività fisica in gravidanza comporta indiscussi benefici per la salute materna e del feto, ma può anche influire sulla durata e l’intensità del travaglio? Fanpage.it ne ha parlato con Antonella Nespoli, ricercatrice dell’Università di Milano Bicocca.
Intervista a Antonella Nespoli
Ricercatrice dell'Università degli Studi di Milano Bicocca.
A cura di Niccolò De Rosa
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Con l’avvicinarsi del termine della gravidanza, molte mamme passano gli ultimi mesi della gestazione a cercare consigli utili per arrivare pronti al momento del parto. Tra questi, quello di praticare attività fisica è uno dei suggerimenti più gettonati, spesso indicato anche come un valido aiuto per facilitare il travaglio.

Ma questo consiglio ha davvero un fondamento scientifico? Il movimento può influenzare il dolore, la durata o l’esito del parto? Per fare chiarezza su questo tema, Fanpage.it ha interpellato Antonella Nespoli, ricercatrice dell’Università degli Studi di Milano Bicocca.

Dottoressa, l’esercizio fisico materno può incidere sul momento della nascita?

L'esercizio fisico, in gravidanza è associato a tanti benefici. Può ridurre l'incidenza delle malattie croniche, come il diabete gestazionale o l’ipertensione e contrastare l'eccessivo aumento di peso. Tutti aspetti influiscono positivamente anche sulla salute del feto e del futuro bebè. Tuttavia, i vantaggi più apprezzabili avvengono dal punto di vista psicologico, poiché il movimento fisico consente alla gestante di essere molto meno esposta a insidie come l’ansia o la depressione prenatale. C’è però da fare un distinguo importante sulle attività consigliabili.

Antonella Nespoli
Antonella Nespoli

Quale?

Fare sport agonistico e fare attività fisica non sono la stessa cosa. Se un moderato sforzo fisico può offrire benefici all’organismo in termine di salute e umore, allenamenti o gare troppo intense potrebbero influire sulla salute del feto. Ci sono poi discipline – come l’equitazione, il calcio o altri sport di contatto –  che durante la gestazione andrebbero assolutamente evitati a causa dell’elevato rischio di urti e traumi. Anche le immersioni subacquee sono assolutamente vietate, perché possono causare disordini respiratori e metabolici nel corpo della madre.

L'attività fisica può facilitare il travaglio?

In termini generali si può dire di sì. L’esercizio moderato ma costante può infatti aumentare tonicità e l’elasticità muscolare, due aspetti che possono certamente risultare utili in sala parto. Secondo le evidenze scientifiche poi, l’attività fisica è associata anche a una maggiore probabilità di avere un parto naturale, soprattutto se si tratta della seconda o della terza gravidanza. È bene però sottolineare che  simili aspetti non devono sollevare troppe aspettative nelle future mamme: una vita sana e sportiva purtroppo non può garantire un travaglio rapido e indolore.

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Esistono discipline particolarmente utili per prepararsi al parto?

Come detto prima, il vantaggio più rilevante che l’attività fisica può comportare è il miglioramento dell’umore che spinge la madre a essere più serena e motivata nell’affrontare il delicato periodo della gestazione. Non è un caso che spesso si consiglino discipline come lo yoga o il pilates che, oltre a curare alcuni aspetti della respirazione e del rilassamento– molto utili in sala parto – lavorano molto sull’aspetto psicologico di chi le pratica. Molte volte, più del fisico conta il morale.

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