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In che modo prendersi cura di un animale domestico aiuta i bambini a responsabilizzarsi? L’istruttrice cinofila

Un animale domestico rende davvero i bambini più responsabili? A fanpage.it ne ha parlato Veruska Negri, istruttrice cinofila specializzata in interventi di pet therapy, specificando come rendere meraviglioso il rapporto tra cani, bimbi e genitori.
Intervista a Veruska Negri
Istruttrice cinofila e coadiutrice del cane, specializzata in interventi assistiti con gli animali
A cura di Sophia Crotti
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cani e bambini

Cani e bambini sono un'accoppiata vincente, se la decisione da parte dei genitori di esaudire il desiderio di avere vicino a loro un amico a 4 zampe è preceduta, però, da un modo semplice con cui spiegare al piccolo che non si tratterà di un peluche ma di un essere vivente di cui prendersi cura. Veruska Negri, istruttrice cinofila e coadiutrice del cane, specializzata in interventi assistiti con gli animali, ha spiegato a Fanpage.it in che modo cani, gatti o animali domestici possono aiutare i bambini a responsabilizzarsi e ha dato ai genitori qualche dritta per rendere i piccoli partecipi dell'accudimento del nuovo arrivato o dell'animale domestico già presente tra le mura di casa.

Veruska Negri (istruttrice cinofila e coadiutrice del cane, specializzata in interventi assistiti con gli animali)
Veruska Negri (istruttrice cinofila e coadiutrice del cane, specializzata in interventi assistiti con gli animali)

Con un animale domestico i bambini imparano ad osservare

I benefici di potersi prendere cura di un animale domestico, sono infiniti, anche per i bambini molto piccoli, ma la prima cosa che l'istruttrice cinofila e coadiutrice del cane, Veruska Negri, ci tiene a precisare è che al bimbo deve essere chiaro che la responsabilità del cane non è solo sua: "L'animale domestico di famiglia, io in particolare mi occupo dei cani, è sempre di responsabilità dell'adulto, il bimbo deve sapere che può aiutare la sua mamma o il suo papà nell'accudimento, senza però sostituirli".

Una volta consapevole di questo, il piccolo prendendosi cura dell'animale domestico beneficia di questo rapporto unico in diversi modi: "Occuparsi di un animale insegna ai bimbi ad essere pazienti e ad osservare, dal momento che si tratta di esseri viventi non in grado di verbalizzare ciò che provano".

Secondo Negri non basta osservare lo scodinzolio del cane per essere certi che sia felice, dal momento che l'animale muove la coda anche quando è arrabbiato, ma imparare, osservandolo tra le mura di casa, a comprenderne il linguaggio dell'intero corpo. "Gli animali domestici reinsegnano una cosa che abbiamo dimenticato, fare attenzione alle persone non solo con le orecchie, ma osservandole per intero, imparando a decifrare cosa possono dirci con i gesti o con le espressioni". I bambini dunque si responsabilizzano proprio riuscendo a osservare il loro animale domestico, comprendendo come sta da uno sguardo e trasportando poi quanto imparato nella vita di tutti i giorni. 

Un animale non è un pupazzo

Per poter beneficiare della bellezza di avere un animale domestico da accudire, il bambino o il ragazzo adolescente che lo desidera deve comprendere tramite specifici interventi, le parole giuste e l'esempio dei genitori che non si tratta di un giocattolo. "Per far comprendere questa responsabilità ad un bimbo e alla sua famiglia mi capita di fare pet therapy con i nuclei familiari che intendono adottare un cane, in questo modo riescono a capire cosa significhi avere accanto a sé un essere vivente, di cui curarsi, in più" spiega Negri.

L'esperta dunque a più riprese invita la famiglia a prendersi cura dell'animale, che necessita dell'aiuto degli umani anche se fuori piove o se questi hanno avuto una brutta giornata: "Se riusciranno ad occuparsi di un animale che non è il loro, impareranno ancor prima a prendersi cura di quello che adotteranno".

In ogni caso, però, l'animale deve rimanere di responsabilità del genitore, anche quando a desiderarlo è un ragazzo adolescente che sembra avere tutte le caratteristiche per prendersene cura in autonomia. "Gli adolescenti sono in una fase della vita caratterizzata da desideri in transizione, un giorno desiderano il cane, il successivo no, per tanto è necessario un lavoro di squadra con la famiglia" conclude l'esperta, specificando che terminati tutti questi passaggi grandi, piccini e animali a 4 zampe possono davvero beneficiare gli uni della presenza degli altri.

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