“È tremendo quando mia figlia ha una crisi e io non so come aiutarla”: mamme raccontano l’autismo delle loro bimbe

Oggi 2 aprile è la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull'Autismo, ricorrenza indetta nel 2007 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per far luce su una disabilità dello sviluppo che non poche famiglie si trovano a riconoscere e dover contrastare tra le mura di casa.
Come spiega il Manuale MSD, questo disturbo cerebrale influenza il modo in cui l'individuo, fin da bambino interagisce e comunica con gli altri, anche con i suoi genitori. Becky Bincan e Vickie Pycroft sono due mamme che si interfacciano quotidianamente con le sfide che l'autismo delle loro bimbe comporta, hanno raccontato la loro esperienza all'Huffpost, per aiutare i genitori a non sentirsi soli o sbagliati.
La storia di Becky e l'impotenza dinnanzi al comportamento della figlia
Becky Bincan racconta di aver scoperto l'autismo della figlia grazie ad una diagnosi arrivata quando la bimba aveva solo 4 anni. A permettere le indagini tempestive degli specialisti è stato il paragone con la sorella gemella, che sembrava svilupparsi e agire in maniera completamente diversa da lei. Bincan ha spiegato che il il dolore più forte è arrivato dopo, però, quando la figlia adolescente ha iniziato ad avere delle crisi molto aggressive e violente. "Ero una mamma single e mi sentivo un fallimento perché non riuscivo ad aiutare mia figlia e riuscivo solo a portarla a pronto soccorso, perché temevo il peggio per lei" ha confessato all'Huffpost.
Dopo il ricovero la donna è stata aiutata da un Gruppo di Supporto di cui si avvale il Sistema Sanitario Nazionale inglese, il quale dopo aver trascorso diverso tempo con la 14enne e averne indagato i comportamenti, ha dato alla sua mamma gli strumenti necessari per aiutare la figlia nel quotidiano, senza doversi interfacciare per forza con il pronto soccorso.
La CEO del gruppo di supporto, Pippa Sargent, ha spiegato che in Inghilterra tra 2019-20 e 2023-24 il numero di ricoveri di bambini autistici è passato da 11.000 a 21.000, dimostrando a Becky Bincan di non essere la sola a ricorrere a tale misura: "Questo riflette le lacune nell'intervento precoce quando arriva una diagnosi di autismo, la scarsità del sostegno ai genitori e di personale formato a dovere all'interno dei luoghi che i bimbi frequentano nella quotidianità: se nessuno ti aiuta quando tuo figlio sta male portarlo al pronto soccorso è l'unica soluzione possibile".
Se le famiglie fossero aiutate per tempo e avessero il giusto sostegno, queste crisi potrebbero essere evitate secondo Sargent.
La diagnosi quando si riceve il giusto aiuto
A confermare le parole di Sargent alle pagine della testata è stata Vickie Pycroft, infermiera 35enne e mamma di una ragazza che all'età di 5 anni ha ricevuto la diagnosi di autismo. "All'inizio è stata davvero dura, perché nostra figlia poteva farsi male e fare del male agli altri, anche ai suoi due fratelli, dunque noi che non avevamo gli strumenti necessari a fronteggiare la diagnosi la tenevamo sempre sotto controllo e spesso separata dagli altri due".
Non appena la famiglia è stata messa in contatto con il Programma di Supporto, però, le cose sono cambiate, gli esperti hanno osservato la bimba e aiutato i genitori a non sentirsi sbagliati. "Abbiamo scoperto che nostra figlia aveva bisogno di particolari strategie che non conoscevamo nemmeno e abbiamo ripreso a vivere, noi che stavamo per mollare tutto" ha concluso Pycroft ricordando che avere gli strumenti di supporto necessario è un diritto fondamentale e salvifico per l'intero nucleo familiare.