“Credimi, funziona”: un sondaggio rivela i consigli più inutili e odiosi che perseguitano i neo-genitori

Appena nasce un bambino, sembra che chiunque abbia qualcosa da dire. Zii, nonni, amici e perfino alcuni sconosciuti si trasformano improvvisamente in esperti di genitorialità, dispensando consigli con la sicurezza di chi sembra avere in tasca il segreto mai rivelato prima per crescere un figlio perfetto. Ma cosa succede quando questi suggerimenti, invece di aiutare, generano ansia e confusione?
Secondo un recente sondaggio condotto nel Regno Unito su mille genitori che hanno avuto il loro primo figlio negli ultimi cinque anni, la quantità di consigli ricevuti nei primi dodici mesi è impressionante: ben 25 a settimana. E se alcune indicazioni si rivelano utili, molte altre risultano tutt’altro che d’aiuto.
Il peso dei consigli indesiderati
Secondo la ricerca commissionata commissionata nel regno unito da una multinazionale di prodotti per l'infanzia, il 93% dei neogenitori riceve con una scoraggiante regolarità suggerimenti da amici e parenti nel primo anno di vita del bambino. Tuttavia, solo il 59% di questi consigli viene giudicato realmente utile. Il resto? Un miscuglio di raccomandazioni, spesso non richieste, che però finisce solo per alimentare stress e ulteriori insicurezze.

Tra le frasi più ricorrenti (e meno gradite) ci sono classici intramontabili come: "Dovresti dormire quando dorme il bambino" oppure "Lo stai tenendo nel modo sbagliato". E ancora: "Se lo fai dormire nel tuo letto, non se ne andrà mai". Tutti suggerimenti validi, ma che spesso sono talmente ovvie da chiedersi perché qualcuno senta il bisogno di ricordarle. Alcuni suggerimentiimvece, hanno lamentato i partecipanti, rasentano l’assurdo, come l’invito a fare un secondo figlio per non viziare il primogenito.
Un quinto dei genitori ha ammesso che questa continua valanga di consigli ha contribuito a farli sentire sopraffatti, mentre il 27% ha dichiarato di essere diventato più cauto nel dare a sua volta suggerimenti ad altri.
Il report ha anche provveduto a raccogliere i 20 consigli "inutili" più frequenti:
- "Ho sempre fatto questa cosa e i miei figli sono cresciuti bene"
- "Dormi quando dorme il bambino"
- "Non tieni il bambino correttamente"
- "I bambini dovrebbero essere lasciati piangere finché non si sfogano"
- "Devi avere un secondo figlio altrimenti sei egoista o l'altro tuo figlio…"
- "Non lasciarli dormire nel tuo letto con te o non se ne andranno mai"
- "Tuo figlio ha sicuramente fame/sonno"
- "È solo una fase"
- "Il bambino piange perché è troppo stimolato/troppo stanco"
- "Se ti rilassi, l'allattamento sarà più facile"
- "Il bambino dovrebbe essere nella sua stanza entro TOT mesi"
- "Non mettere fretta ai tuoi bambini, seguiranno il loro ritmo"
- "L’allattamento artificiale è la via più facile"
- "Non intrattenere il bambino con uno schermo"
- "I ciucci ritardano la parola / rovinano i denti"
- "I bambini dormono sempre durante le prime settimane"
- "All’inizio dormono molto, ma aspettano solo che si verifichino le regressioni del sonno"
- "Non metterli all’asilo nido, hanno bisogno di te"
- "Se non inizi a dargli le verdure durante lo svezzamento, diventeranno schizzinosi nel mangiare"
- "Dovresti/non dovresti tornare al lavoro"
Le chiacchiere diventano rumore bianco
Di fronte all’incessante brusio di suggerimenti, l'azienda che ha finanziato l'indagine ha deciso di rispondere in modo originale, trasformando i consigli genitoriali in rumore bianco attraverso una combinazione di voci, melodie e percussioni. In questo modo, non solo le chiacchiere fuori luoghi diventano un metaforico sottofondo cui non prestare attenzione, ma si realizzano anche delle basi sonore per rendere l'ambiente più rilassante e confortevole.
Il vero segreto è la fiducia in sé stessi
Alla fine, nella piena di raccomandazioni più o meno sensate, secondo gli esperti il consiglio migliore che un genitore dovrebbe sempre tenere bene a mente rimane quello di ascoltare il proprio istinto: ogni bambino è unico, e nessuno meglio dei suoi genitori sa di cosa ha davvero bisogno.