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Una dieta sana può ridurre il rischio di autismo? L’ipotesi degli studiosi

Una recente ricerca condotta dall’Università di Glasgow ha osservato un possibile legame tra un regime alimentare sano, ricco di frutta, verdura e pesce, e minori possibilità di avere figli con diagnosi di disturbi dello spettro autistico.
A cura di Niccolò De Rosa
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Una dieta sana può ridurre il rischio di autismo?

L'alimentazione in gravidanza potrebbe giocare un ruolo nello sviluppo del disturbo dello spettro autistico nel nascituro.

Secondo un recente studio condotto da un team dell'Università di Glasgow, una dieta sana ed equilibrata sarebbe infatti associata ad una minore probabilità di avere figli autistici, anche se serviranno ulteriori indagini per approfondire la correlazione.

Lo studio condotto con dati inglesi e norvegesi

Alcuni studi precedenti avevano già evidenziato come l'elevato apporto di nutrienti come la vitamina D o l'acido folico fossero collegati ad una minore incidenza di diagnosi di autismo infantile, tuttavia simili ricerche si erano limitate a valutare gli effetti benefici generici di queste sostanze, senza un'effettiva applicazione all'interno di una dieta realisticamente applicabile durante la gestazione.

La ricerca pubblicata su Jama Network ha invece provato ad osservare l'effettivo impatto dei regimi alimentari seguiti da un campione di donne per valutarne gli effetti sulle probabilità di avere figli autistici.

Dieta sana in gravidanza potrebbe ridurre probabilità autismo.

Per compiere questa analisi, i ricercatori hanno utilizzato i dati raccolti da due studi prospettici – il primo norvegese, il secondo condotto nel Regno Unito – riguardanti le cartelle cliniche di oltre 95.000 madri e i loro piccoli, i quali sono stati seguiti dal momento della nascita fino all'ottavo anno di vita.

Il legame tra salute e alimentazione

Incrociando le informazioni relative alle scelte alimentari delle madri durante la dolce attesa, il team di studiosi ha così scoperto che le donne che seguivano una dieta sana ed equilibrata – ricca di cereali, verdura, frutta, pesce e con un consumo ridotto di carni rosse e alimenti processati – sviluppavano il 22% di possibilità in meno di partorire un figlio con una diagnosi di autismo nel corso della prima infanzia.

I criteri per definire la qualità della dieta sono stati desunti dai ricercatori sulla base delle linee guida internazionali, come quelle dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Non solo. I bambini nati da madre che non avevano seguito un regime alimentare identificato com "sano" erano anche esposti ad un rischio maggiore (il 24% in più) di sviluppare difficoltà nella comunicazione sociale.

Come sottolineato dagli stessi autori dello studio però, al momento i risultati ottenuti presentano solo un valore osservazionale, e non è ancora possibile delineare un chiaro rapporto di causa-effetto tra la dieta in gravidanza e l'autismo nei bambini, anche perché la componente genetica e di ereditarietà potrebbe giocare un ruolo ben più preponderate nello sviluppo del disturbo.

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