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Trump festeggia i suoi primi 100 giorni: “Il muro si farà e rinegozierò gli accordi sul clima”

Durante il discorso per i primi 100 giorni di presidenza, Donald Trump torna ad attaccare i giornalisti e diserta la tradizionale cena dell’associazione corrispondenti della Casa Bianca. I media sono “falsi e disonesti, una disgrazia e parte del problema”.
A cura di Charlotte Matteini
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Il neo-presidente degli Stati Uniti d'America, eletto lo scorso novembre, festeggia i primi 100 giorni di governo effettivo. Davanti alla platea di Harrisburg, in Pennsylvania, Donald Trump ha a lungo parlato dei suoi "straordinari" risultati, attaccato i rivali e i giornalisti. Nessun tipo di ripensamento riguardo il celeberrimo muro contro gli immigrati che verrà ultimato al confine con il Messico, Trump sottolinea: "Lo avrete il muro, andate pure a riposare tranquilli". Nel corso del discorso attacca pesantemente l'ex presidente Barack Obama e i democratici: "Loro non hanno una leadership al congresso" e Obama "per tre anni ha lavorato senza risultato alla liberazione di una donna americana imprigionata in Egitto, io ho incontrato Al Sisi e l'ho riportata a casa". Veementi critiche anche all'Obamacare: "Sta morendo, cancelleremo quel disastro". Riguardo il terrorismo di matrice islamica, Donald Trump ha sostenuto che gli Stati Uniti d'America distruggeranno l'Isis e che non si fermeranno finché il pericolo non sarà definitivamente arginato: "Non ci fermeremo finché l'Isis non sarà distrutto e i terroristi islamici radicali li terremo ben lontani dal nostro Paese". Anche sull'immigrazione Donald Trump ha le idee molto chiare e torna a ribadire la necessità di limitare quanto più possibile l'accesso al territorio statunitense: "Le esigenze dei cittadini americani sono al primo posto: entrerà nel Paese solo chi lo ama". Nel corso del discorso, Donald Trump rivendica tutti i suoi successi: le 29 leggi firmate, che definisce "un record dai tempi di Truman", i 600mila posti di lavoro creati, sottolineando di aver mantenuto le promesse elettorali. Anche sul clima Donald Trump non sembra avere intenzione di fare alcuna retromarcia: "Presto sull'accordo di Parigi sul clima negoziato da Barack Obama prenderò una grande decisione, non possiamo accettarlo così com'è", tornando quindi a sostenere la necessità di un'immediata rinegoziazione dei termini imposti da Cop20.

Dopo aver definito i media una "fabbrica di fake news", riferendosi alla tradizionale cena dell'associazione dei corrispondenti della Casa Bianca, da lui disertata, Donald Trump oggi torna ad attaccare i giornalisti: "Falsi e disonesti, una disgrazia e parte del problema". "Non potrei essere più felice di essere qui oltre 100 miglia lontano da Washington, la loro agenda non è la nostra agenda", ha spiegato, motivando l'assenza alla tradizionale cena. "Siamo qui per celebrare la libertà di stampa e il buon giornalismo, non la presidenza", ha detto Jeff Mason, presidente dell'associazione dei corrispondenti della Casa Bianca, aprendo la cena disertata da Trump. "Non siamo fake news, e non siamo il nemico del popolo americano. Un attacco a noi è un attacco a tutti gli americani".

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