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Thailandia: trovati vivi i ragazzini intrappolati in una grotta dal 23 giugno

Dodici ragazzini parte di una squadra di calcio giovanile e il loro allenatore erano bloccati in una grotta in Thailandia dal 23 giugno scorso e da allora non c’erano più stati contatti con loro. Oggi la buona notizia: sarebbero vivi e in buone condizioni. Un migliaio di soccorritori sono al lavoro.
A cura di Susanna Picone
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Sono stati trovati vivi e in buone condizioni i dodici ragazzi che risultavano dispersi insieme al loro allenatore in una grotta nel nord della Thailandia dal 23 giugno scorso. A dare la buona notizia è stato Narongsak Osatanakorn, il governatore della provincia di Chiang Rai, che dirige le operazioni di soccorso. I ragazzi rimasti intrappolati nella grotta hanno tra gli undici e i sedici anni. Sarebbe stato trovato vivo anche il loro allenatore. Alle ricerche hanno partecipato circa un migliaio di persone, anche con l'ausilio di specialisti di sei Paesi stranieri. L'intera Thailandia da giorni era in trepida attesa e per loro, domenica, aveva pregato papa Francesco durante l'Angelus. "Li abbiamo trovati ed erano tutti e 13 vivi. Ci prenderemo cura di loro sino a quando potranno spostarsi", con queste parole il governatore della provincia di Chiang Rai ha dato la notizia.

La corsa contro il tempo dei soccorritori – I ragazzi, parte di una squadra di calcio giovanile, e il loro allenatore si erano avventurati nella grotta di Tham Luang al termine di un allenamento. Poi sono rimasti bloccati dalle forti piogge monsoniche e da allora non c'è stato più nessun contatto con loro. Pasakorn Boonyalug, vicegovernatore della provincia di Chiang Rai, nei giorni scorsi aveva fatto sapere che i sommozzatori erano riusciti a raggiungere una grande cavità all'interno della grotta. “Pensiamo che siano nascosti in questa parte della grotta, che prosegue per altri tre chilometri”, aveva spiegato. Quella dei soccorritori, che nei giorni scorsi hanno fatto cadere pacchetti di sopravvivenza nelle grotte con la speranza che il gruppo potesse trovarli, è stata una corsa contro il tempo. Il primo ministro thailandese aveva esortato i parenti dei ragazzini intrappolati a non abbandonare la speranza: “Deve esserci fede, la fede rende tutto un successo – aveva detto alle famiglie fuori dalla grotta – Fede nell'azione dei funzionari, fede nei nostri figli che sono forti e vigorosi, tutto tornerà alla normalità”.

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