Qual è la parte peggiore di un volo aereo: è più pericoloso il decollo o l’atterraggio?

Le statistiche ci dicono che viaggiare in aereo è più sicuro che viaggiare in automobile: sicuramente ci sono più morti tutti i giorni sulle nostre autostrade, che per incidenti in volo. Eppure di recente, ci sono stati diversi incidenti nei cieli, uno dopo l'altro. Questo ha fatto nuovamente parlare di sicurezza aerea e c'è stato un aumento dei casi di aerofobia: la paura di volare in alcuni casi può diventare una fobia invalidante vera e propria e le notizie relative a incidenti mortali la accentuano. Quindi sì, gli incidenti aerei sono più rari, gli aerei sono mezzi di trasporto sicuri, ma gli episodi mortali purtroppo possono capitare: i pericoli ci sono.
Cosa dicono gli esperti sulla sicurezza aerea
Risale al 29 gennaio l'incidente all'aeroporto nazionale Ronald Reagan di Washington, quando un jet regionale dell'American Airlines, subito dopo l'atterraggio, è stato colpito da un elicottero Black Hawk in missione di addestramento. È solo uno dei casi recenti. C'è stato anche il Learjet 35A uscito di pista durante l'atterraggio, che si è schiantato contro un jet privato Gulfstream sulla rampa dell'aeroporto municipale di Scottsdale, in Arizona. Pochi giorni prima un volo della United Airlines da Houston a New York è stato evacuato a causa di un incendio al motore scoppiato prima del decollo. Insomma, l'argomento della sicurezza aerea è molto attuale e molto sentito. "Alcuni di noi a cui veniva sempre detto che volare è il modo più sicuro per viaggiare, in questo momento sono davvero spaventati" ha detto la deputata Bonnie Watson Coleman, democratica del New Jersey, al capo dell'NTSB durante un'udienza di controllo il 26 marzo.
Secondo i piloti e gli esperti di aviazione, i momenti di pericolo si riducono a due momenti molto specifici durante il volo: principalmente il decollo e l'atterraggio. Infatti i piloti vengono addestrati per reagire se qualcosa va storto durante queste fasi chiave. È proprio durante queste procedure che negli ultimi mesi si sono verificati gli incidenti che hanno spinto l'US National Transportation Safety Board e la Federal Aviation Administration ad avviare indagini approfondite.
Dei 1.468 incidenti registrati nel 2024 dall'Associazione Internazionale del Trasporto Aereo, 770 si sono verificati in fase di atterraggio e 124 in fase di decollo. Mary Schiavo, analista dei trasporti della CNN, attribuisce questa percentuale più elevata ai maggiori pericoli e alle complesse manovre necessarie: inoltre, ci sono meno opzioni durante l'atterraggio. "È davvero un momento critico – ha detto – Se stai decollando, hai la pista. Vedi la pista di fronte a te, anche se a volte ci sono persone che entrano nel circuito senza le giuste autorizzazioni e cercano di atterrare sopra qualcuno. Ma la discesa e l'atterraggio sono i momenti più pericolosi in assoluto".
Che cos'è la regola della cabina di pilotaggio sterile
Questa regola è stata promulgata dalla FAA (Federal Aviation Administration) nel 1981 e serve a tutelare il pilota in fase di decollo e atterraggio, serve a garantirgli il massimo della concentrazione in quelle delicate fasi. "È fondamentale che la completa attenzione sia rivolta a una cosa, ovvero far volare l'aereo" ha detto Dennis Tajer, portavoce dell'Allied Pilots Association. Nel regolamento sulle operazioni di volo si legge:
Per cabina di pilotaggio sterile si intende qualsiasi periodo di tempo in cui i membri dell’equipaggio di volo non sono disturbati o distratti, fatta eccezione per questioni critiche per l’operazione in sicurezza dell’aeromobile o la sicurezza degli occupanti.
Insomma, nelle fasi di decollo e di atterraggio, essendo momenti complessi e potenzialmente pericolosi, in cabina di pilotaggio è consentito parlare solo con termini connessi al volo. Solo una volta preso quota si può discutere di altro: ma non in fase di decollo né in fase di atterraggio, così da non distrarsi e rimanere focalizzati unicamente sul mezzo.