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A causa del sovraffollamento turistico, questo luogo sta scomparendo

La sorgente termale di Ureshino è a rischio a causa dell’overtourism, che sta mettendo a repentaglio questa preziosa piscina naturale.
A cura di Giusy Dente
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Il sovraffollamento turistico sta diventando una vera e propria piaga per alcuni Paesi, incapaci di gestire il fenomeno. Quando i flussi turistici diventano particolarmente massicci, concentrandosi in determinati periodi dell'anno e sempre nelle stesse aree, queste patiscono notevoli disagi. Vale per i turisti stessi, la cui esperienza di vacanza viene notevolmente peggiorata, ma vale anche per i residenti, la cui quotidianità viene letteralmente sconvolta. Il problema si è fatto particolarmente caldo, per esempio, in Spagna, dove si sono avute vere e proprie rivolte e proteste da parte dei cittadini, stanchi delle invasioni che si registrano in certe zone. Da qui, le drastiche decisioni delle amministrazioni locali, che hanno dovuto adottare misure rigide per contenere l'overtourism: tasse, limitazioni, numero chiuso e chi più ne ha più ne metta. Uno dei lati negativi del sovraffollamento turistico è proprio il degrado cui questi posti vanno incontro: il rischio è che perdano proprio quella bellezza, quella unicità che li ha resi così noti nel mondo. È quello che sta accadendo in Giappone.

Qual è il futuro di Ureshino?

Una delle mete più gettonate in Giappone, frequentate da giapponesi stessi e da turisti, sono le cosiddette onsen, ossia le sorgenti termali: tutti amano rilassarsi in queste piscine naturali d'acqua calda, l'ideale per ritrovare la pace interiore. Il Paese ne ospita 27.000, ma l'aumento del turismo ha lasciato alcune città termali senza acqua. Questo è fonte di grande preoccupazione, è un notevole danno. Una delle città maggiormente in difficoltà è Ureshino, perla nascosta nella catena montuosa della prefettura di Saga, sull'isola occidentale di Kyushu. La cittadina ha solo 25.000 abitanti e proprio qui si trovano alcune delle onsen più frequentate di tutto il Giappone, vi arrivano turisti da ogni parte del mondo: ormai il passaparola le ha rese una destinazione iconica, una tappa irrinunciabile.

L'esperienza prevede, oltre alla sosta alle terme, anche il pernottamento nelle ryokan, le tradizionali locande giapponesi che si trovano nei dintorni. Il problema è proprio la popolarità di questo luogo, che ha raggiunto livelli ormai ingestibili. Le autorità locali hanno recentemente espresso la loro preoccupazione, in merito all'impatto negativo di questo sovraffollamento turistico. Incide sulla fornitura di acqua termale nella città."Rispetto a prima della pandemia di Covid-19, il numero di turisti è aumentato, il che ha portato a un maggiore utilizzo delle sorgenti termali nei ryokan e in altre strutture" ha affermato Hironori Hayase, il vicesindaco della città di Ureshino, in una recente conferenza stampa. Nel 2024 il livello medio dell'acqua nel bacino di Ureshino è sceso al minimo storico di 39,6 metri: il 20% in meno di quattro anni fa, come riporta la CNN.

La preoccupazione maggiore riguarda gli onsen privati, ossia quelli interni alle strutture alberghiere. Il sindaco e l'amministrazione locale hanno chiesto di limitare l'uso dei bagni privati ​​in camera, almeno durante le ore notturne. Gli onsen privati ​​sono molto gettonati tra i turisti internazionali, perché quelli pubblici impongono ai visitatori di fare il bagno completamente nudi, usanza che per chi viene da fuori può generar disagio. Da qui la preferenza per l'esperienza privata, che costa anche molto di più, ma ha il vantaggio di dare più privacy. In questo caso, però, bisogna pompare grosse quantità di acqua nelle stanze private, mettendo pressione sulla fornitura.

"Riconosciamo che la città di Ureshino fa affidamento sul turismo, quindi dobbiamo fare ogni sforzo per proteggerla. Nel farlo, non esiteremo a prendere tutte le misure necessarie" ha affermato il sindaco Daisuke Murakami.

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