Sinner racconta perché ha deciso di patteggiare con la WADA: “Andavamo avanti e indietro con l’avvocato”

Quando manca ormai poco meno di un mese alla fine della squalifica in seguito al patteggiamento con la WADA per il caso Clostebol (che terminerà ufficialmente il prossimo 4 maggio, anche se potrà tornare ad allenarsi regolarmente già dal prossimo 14 aprile), Jannik Sinner ha rotto il silenzio raccontando cosa ha vissuto in questi travagliatissimi mesi. Lo ha fatto in una lunga intervista esclusiva rilasciata a Sky Sport nella quale, oltre a parlare di come ha trascorso questo periodo di stop forzato, ha risposto anche all'interrogativo che in molti si sono posti alla luce del fatto che, anche la stessa agenzia mondiale antidoping, ha riconosciuto che non vi è stata alcuna assunzione di doping in maniera volontaria da parte dell'attuale numero uno del tennis mondiale, cioè: perché ha accettato di patteggiare con la WADA la sospensione di tre mesi?
Il 23enne di San Candido ha innanzitutto spiegato come in realtà non ci sia voluto molto tempo per prendere questa decisione anche se personalmente non era convinto che fosse la cosa più giusta da fare: "In tutta onestà, mi sono sentito molto tranquillo. La decisione di andare verso la direzione di prendere la sospensione di tre mesi è stata molto rapida da prendere. Abbiamo accettato in poco tempo, anche se io non ero tanto d'accordo" ha difatti detto il tennista italiano prima di raccontare nel dettaglio perché si è arrivati poi velocemente tale decisione.

"Andavamo un po' avanti e indietro con il mio avvocato e le persone che avevo intorno. Si doveva scegliere il male minore e credo che sia stato fatto questo. È ingiusto quello che sto passando ma, se guardiamo le cose, poteva andare anche molto peggio, poteva essere ancora più ingiusto" ha infatti proseguito l'attuale numero uno del ranking ATP rivelando i motivi che hanno portato il suo entourage prima e lui dopo a convincersi che accettare il patteggiamento per una squalifica di tre mesi, seppur ingiusta, era la cosa migliore da fare.

Una decisone per nulla facile da prendere e che, anche una volta presa, è comunque stata recepita come un duro colpo da Jannik Sinner: "Dopo, quando abbiamo preso questa decisione, ci ho messo un po’ a ritrovarmi. Sono successe anche altre cose, al di là di questo, che non sono state semplici per me, ma sono qua e servirà ancora un po’ di tempo per digerire tutto questo" ha difatti detto prima di volgere lo sguardo al momento in cui tornerà a calcare i campi dei tornei di tennis: "Non vedo l'ora di rientrare a Roma. È un torneo speciale per me anche se, allo stesso tempo, sarà molto difficile perché rientrare in un momento con così tanta attenzione non sarà facile" ha quindi chiosato mostrando anche qualche piccola titubanza.