video suggerito
video suggerito

Piatti svela dopo tre anni il motivo della separazione da Sinner: “Sapevo che sarebbe successo”

Riccardo Piatti racconta per la prima volta cosa ha portato Sinner a decidere di separarsi da lui: “Quando ho finito con Jannik ammetto di aver avuto qualche mese di stordimento, oggi ci sentiamo di rado”.
A cura di Paolo Fiorenza
146 CONDIVISIONI
Immagine

Era il 16 febbraio del 2022, quando un post di Jannik Sinner ufficializzò quello di cui si vociferava da qualche giorno: "Dopo molti anni insieme di successi insieme io e il mio team abbiamo deciso di separarci – scriveva l'altoatesino, allora 20enne e numero 10 al mondo, dedicando poi belle parole al coach che lo aveva portato all'eccellenza mondiale – Riccardo mi ha insegnato molte cose che resteranno per sempre parte del mio tennis. Molti ricordi speciali ci legano e io ripenserò sempre con affetto al tempo trascorso insieme". Dove Riccardo è Riccardo Piatti, col quale da allora i rapporti si sono rarefatti come spiega oggi lui stesso: "Ci sentiamo di rado, però l'8 novembre mi ha mandato gli auguri di compleanno. Eravamo alla vigilia delle ATP Finals. Divertiti e facci divertire, gli ho scritto. Andrà bene, ha risposto. Sapeva già tutto. Sapeva che avrebbe vinto".

Dopo l'addio col tecnico comasco, Sinner lo rimpiazzò con Simone Vagnozzi, aggiungendoci dopo qualche mese Darren Cahill come ‘super coach'. Una squadra – con tanti altri professionisti a irrobustirla – che avrebbe portato il campione azzurro a diventare numero uno al mondo. Piatti dal canto suo sapeva bene che quel momento sarebbe arrivato e adesso spiega perché, partendo dall'episodio che era accaduto il mese prima all'Australian Open, quando le telecamere avevano immortalato Sinner durante un cambio di campo dire al suo coach in tribuna di "stare calmo" e che "non ce la faceva più".

Riccardo Piatti oggi a 66 anni nella sua academy di tennis a Bordighera
Riccardo Piatti oggi a 66 anni nella sua academy di tennis a Bordighera

Riccardo Piatti e la separazione da Sinner: "Per Jannik questo rigore è stato troppo da reggere"

"Tutti ricordano il match con Daniel, a Melbourne, nel gennaio 2022, quando ha detto: stai calmo, cazzo. Ce l'aveva con me per cose di campo, era già successo altre volte: è normale dinamica tra coach e giocatore. Non è quello il problema. Ho sempre voluto che Jannik diventasse indipendente, sapevo che un giorno se ne sarebbe andato. Ma con lui dovevo essere l'allenatore rigoroso, a volte rigido: era il mio ruolo. Ljubicic mi rimprovera che gli dicevo: decidi pure tu, Ivan, ma poi fai come dico io. Per Jannik questo rigore, a un certo punto, è stato troppo da reggere", racconta Piatti al Corriere della Sera.

Il 66enne coach non ha rimpianti: "Se rifarei tutto? Sì. Era l'unico modo per arrivare in alto. Dovevo dire di no, dare regole. L'ho preso a 13 anni, se n'è andato a 20. In quel momento, sentivo di dover fare così. Come oggi con Dhamne (un classe 2007 indiano che sta allenando al Piatti Tennis Center di Bordighera, ndr): un giorno mi manderà anche lui a quel paese. Ci sta. Ivan invece era differente: all'inizio gli vietai di portare la moglie agli Slam, lui non batté ciglio. Ognuno è diverso. Certo il rigore può diventare un difetto, a volte esagero. So essere duro".

Jannik Sinner è a un mese dalla fine della squalifica: rientrerà a Roma
Jannik Sinner è a un mese dalla fine della squalifica: rientrerà a Roma

"Jannik non deve ringraziare nessuno, né sento di avere qualcosa da chiarire con lui"

Quanto al fatto che Sinner pubblicamente non lo abbia mai più nominato, Piatti non gliene fa una colpa: "Non ne soffro. Conosco lui, conosco i giocatori. Come sono fatti, come ragionano. Guardano sempre avanti, mai indietro. Non la vivo come una questione di irriconoscenza: Jannik fa il suo lavoro, non deve ringraziare nessuno. Né sento di avere qualcosa da chiarire con lui. Il tennis è uno sport in cui l'ego è molto presente. Quando ho finito con Jannik ammetto di aver avuto qualche mese di stordimento, poi sono andato verso quello che piace a me: insegnare tennis. Come riassumerei la motivazione di Sinner? Un'arroganza agonistica rasente alla cattiveria". E quello non si insegna.

146 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views