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Monfils era sull’orlo dell’abisso, un incontro gli ha cambiato la vita: “A volte brucia forte”

Il tennista francese ha toccato con mano cosa vuol dire cadere in depressione, il rapporto con la moglie (anch’essa giocatrice) è stato fondamentale: “È la fine, mi dicevo. Poi Elina mi ha aiutato”.
A cura di Maurizio De Santis
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Gael Monfils oggi è 42° al mondo nella classifica Atp ma il piazzamento nel ranking è un apostrofo rosa tra le parole "competere" e "ti amo". L'una e l'altra il tennista francese le ritrovate grazie a Elina Svitolina: la donna che gli ha cambiato la vita, la compagna che ha trovato le parole giuste e gli ha rimesso il cuore a posto, la moglie che ha squarciato quel velo di tristezza che lo aveva a spinto a fare pensieri strani. Giocatore lui, giocatrice lei: dentro e fuori il campo costituiscono una formidabile coppia di doppio.

Basta ascoltare il racconto che fa della sua vita prima e dopo la relazione con l'attuale consorte: se le loro strade non si fossero incrociate a quest'ora Monfils farebbe altro, sicuramente non sarebbe più un tennista professionista. "Mia moglie mi ha letteralmente salvato – ha spiegato in un podcast condiviso sull'account di Youtube -. È stata lei ad accendere quel fuoco che in me si stava spegnendo. A volte brucia forte, altre è solo una fiammella ma lei è riuscita a tenerlo vivo".

Come abbia fatto non si può spiegare ma l'effetto che ha fatto è nella frase successiva. "Senza di lei a quest'ora avrei già smesso. Dopo il Covid s'era fatta largo l'idea che era giunto il momento di ritirarmi. Allora era ancora nella top 10 ma mi ero accorto di non provare più le stesse sensazioni di una volta. E poi giocare in stadi vuoti mi aveva fatto maturare la convinzione che tutto quello non faceva più per me".

Com'è arrivata la svolta? Semplicemente dialogando, aprendosi senza riserve dinanzi a Elina che lo ascoltava e ne raccoglieva le emozioni un pezzo alla volta fino a ricomporle. "Non riuscivo a tornare al mio livello precedente e per me era profondamente frustrante – ha aggiunto Monfils -. Elina mi ha aiutato a superare tutto questo. E ho ricominciato a sentire quella scintilla, finalmente ho riassaporato la gioia di andare in campo. Da lì in poi sono riuscito a risalire fino al 14° posto, ho vinto Adelaide, ho raggiunto i quarti di finale dell'Australian Open".

La sorte lo ha messo a dura prova ancora una volta: proprio nel momento in cui sembra aver lasciato il periodo peggiore alle spalle ha rischiato di piombare in quel tunnel di depressione dal quale era uscito aggrappandosi alla mano tesa di Svitolina. "È arrivato un altro infortunio e sono stato fuori per sette mesi. Oltre a ciò, Elina era incinta e onestamente, ho pensato: Questa è la fine. Ma Elina mi ha detto: Guarda, torno dopo aver partorito… così puoi farlo anche tu. E così mi ha motivato". La chiosa è una dedica bellissima alla dolce metà che ha avuto un ruolo fondamentale per lui, per loro stessi, per la famiglia che avevano messo su insieme. "Sai, a volte brucia forte, a volte è appena una fiamma. Elina ha tenuto acceso quel che è dentro ognuno di noi. Le dico grazie con tutto il cuore".

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