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L’ex tennista racconta l’orrore delle violenze: “A 16 anni sono stata picchiata fino a perdere i sensi”

Il caso della giocatrice 14enne che subisce percosse da parte del padre perché non s’impegna abbastanza scuote l’ex campionessa, Jelena Dokic: “Quello che accade a porte chiuse è anche più brutale”. E trova la forza di parlare della propria esperienza.
A cura di Maurizio De Santis
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L'ex tennista, Jelena Dokic, scossa dalla violenza inaudita subita dalla 14enne tennista picchiata dal padre-allenatore.
L'ex tennista, Jelena Dokic, scossa dalla violenza inaudita subita dalla 14enne tennista picchiata dal padre-allenatore.

Il video del padre-allenatore che picchia la figlia perché non s'impegna abbastanza, non rispetta i suoi ordini e la disciplina rigida della gerarchia è un pugno nello stomaco per Jelena Dokic. L'ex numero 4 al mondo, vincitrice di 6 titoli WTA, oggi ha 39 anni, nel tennis c'è rimasta da allenatrice, e nell'assistere a quelle scene di violenza inaudita l'è mancato il fiato, ha avvertito una fitta al cuore e un'altra sull'anima.

Calci, schiaffi, offese… il genitore le rifila perfino un cazzotto: le immagini di quell'episodio avvenuto su un campo da gioco serbo sono terribili. L'impatto è stato traumatico, all'ex campionessa  hanno riportato alla memoria cose che aveva ricacciato dentro di sé, chiudendole a doppia mandata nel buio di qualche cassetto. Lei sa cosa significa, quel dolore e quella sensazione di impotenza le ha provate sulla sua pelle. Lei stessa ha subito abusi da adolescente, quando le dicevano che era per il suo bene, che certe cose servono a temprare il carattere, che nella vita è utile per fortificarsi e resistere a tutto.

In carriera Dokic ha conquistato 6 titoli WTA ed è stata tra le più forti giocatrici al mondo.
In carriera Dokic ha conquistato 6 titoli WTA ed è stata tra le più forti giocatrici al mondo.

A 16 anni esplose a Wimbledon facendo irruzione sulla scena internazionale. Nessuno immaginava cosa si nascondesse dietro la sua esperienza. Nessuno sapeva o, cosa peggiore, faceva finta di essere all'oscuro di tutto. Dokic porta ancora i segni addosso, alcuni sono invisibili ma lasciano cicatrici profonde. Ne aveva parlato nell'autobiografia (Unbreakable) raccontando delle percosse ricevute da ragazza, della depressione e dei pensieri suicidi che ne erano scaturiti.

"Mi sento male, ho vomitato e ho il cuore spezzato dopo aver visto questo – è l'incipit del post condiviso su Instagram dalla ex tennista -. Pensi che sia brutale? Lo è, ma è cosa normale per molti di noi che hanno subito o subiscono abusi soprattutto da bambini. Colpire, tirare l'orecchio, sputare in faccia, gettarci a terra, prenderci a pugni e calci. Non è certo una novità quanto subito da quella ragazza di 14 anni. Immagina cosa succede a porte chiuse. La realtà di ciò che accade è anche più brutale".

Lo scandalo che ha travolto la ginnastica artistica italiana è solo la punta dell'iceberg, la sequenza di botte subite dalla tennista 14enne ha acceso i riflettori su aspetti spesso taciuti come la tutela dei giocatori nello sport. L'uomo che l'ha malmenata è in custodia cautelare su richiesta della Procura di Belgrado: la giustizia farà il suo corso ma non basterà a riparare il danno psicologico provocato da quell'atteggiamento da orco.

"Quel video è disgustoso e ripugnante – ha aggiunto Dokic a 9news.com.au -. A me è capitato di essere stata presa a calci fino a perdere i sensi una settimana prima degli US Open quando avevo 16 anni… e non è stata l'unica volta. Purtroppo, dovevi arrivare a questo – ed essere filmato – per vedere cosa succede davvero. Adesso dobbiamo davvero fare qualcosa al riguardo. Questo è ciò di cui parlavo da sempre quando ho pubblicato la mia storia… il mio caso non è il primo né l'ultimo".

La domanda che si pone Dokic è una sola: si sta facendo abbastanza per sensibilizzare l'opinione pubblica? E aggiunge che parlare di argomenti del genere è importante anche per spezzare il muro di omertà che c'è intorno allo sport e, nel caso specifico, al tennis.

"Non tutti sopravvivono a questo – ha aggiunto Dokic -. Alcuni ci riescono, altri vengono sopraffatti e altri si tolgono la vita. Semplicemente non ne senti parlare. Quindi è ora di fare un po' di rumore".

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