Ferrara: “Con Sinner sapevo che poteva finire, ma sono stato attaccato con malafede per il Clostebol”

Umberto Ferrara è concentrato solo ed esclusivamente sulla nuova avventura professionale al fianco di Matteo Berrettini, ma è impossibile dimenticare quanto accaduto nei mesi scorsi. L'ex componente del team di Sinner è stato coinvolto nel caso della positività al Clostebol concretizzatasi, come confermato da ITIA prima e WADA poi, attraverso il massaggio del fisioterapista Giacomo Naldi. Ferrara che, all'epoca dei fatti, era il preparatore atletico di Sinner, aveva portato con sé negli Stati Uniti lo spray contenente la sostanza non consentita.
Ferrara torna a parlare del caso Clostebol dopo la separazione con Sinner
Il professionista in un'intervista a La Gazzetta dello Sport ha chiarito che da anni utilizza il farmaco in questione, e sapeva esattamente quello che faceva: "Lo utilizzo da anni in quanto pre scritto dal medico specialista quale farmaco di supporto per una patologia cronica. Ero perfettamente consapevole del divieto e l’ho sempre custodito con massima cautela, nel mio beauty personale". Insomma niente di clamoroso per il preparatore che lo aveva portato in occasione di Indian Wells per curarsi.
E qui è nato il "corto circuito" con il suggerimento sull'utilizzo (e non la consegna) dello stesso al fisioterapista Naldi per curarsi un taglio al dito. Ferrara però ha voluto chiarire di aver comunicato al suo compagno di lavoro: "la natura del prodotto e la necessità che per nessuna ragione dovesse entrare in contatto con Jannik". Per questo ha rivelato di averne consentito l'utilizzo solo nel suo bagno personale. Naldi, ha poi confermato il preparatore, "Non ha negato di essere stato informato, ma ha detto di non ricordare".

La sorpresa della positività e l'amara scoperta
Ferrara ha confermato che non si sarebbe mai aspettato che Naldi avesse trattato Sinner senza guanti proprio perché "gli avevo fornito le sue competenze". Per questo ecco lo stupore nel momento in cui è venuta fuori la positività di Jannik, con la ricostruzione immediata di quanto accaduto: "Sentendo parlare di clostebol, il collegamento con il Trofodermin è stato immediato. In poche ore abbiamo ricostruito i passaggi che hanno portato alla contaminazione di Jannik e ho fornito le prove dell’acquisto dello spray presso una farmacia di Bologna".
Se tornasse indietro Ferrara rifarebbe tutto? Forse no, visto che il preparatore ha spiegato che non farebbe più affidamento sul comportamento altrui. Quello che comunque più lo ha colpito è "la superficialità, a volte aggravata dalla malafede", con cui molti hanno trattato la sua posizione nella vicenda.
Ovviamente poi l'aspetto più triste è stato quello relativo alla conclusione dell'esperienza con Sinner che anche in questa storia a suo dire si è confermato un gigante: "Nonostante i suoi 23 anni ha mostrato una maturità nell’affrontare la vicenda fuori dal comune, secondo me sostenuta dalla corretta convinzione di essere nel giusto. Ha un’etica del lavoro e una dedizione speciali, questo approccio lo porta ad alzare continuamente l’asticella. L’ultima volta ci siamo visti a Doha e ci siamo salutati. Ho sofferto molto per la chiusura del rapporto, ma ero consapevole potesse essere uno dei possibili epiloghi".
La nuova avventura di Ferrara con Berrettini
Ora per lui è iniziata una nuova avventura professionale al fianco di Berrettini che "si è documentato e ha preso le decisioni che ha ritenuto migliori". Una situazione che ha spento le polemiche, sul fatto che la scelta fosse ricaduta su Ferrara. Questo e la vicinanza dell'ambiente tennis, hanno fatto passare in secondo piano, il fatto di essersi sentito un po' demonizzato all'inizio: "Ho dovuto constatare che qualcuno ha scelto di attaccare la mia persona, riportando fatti e circostanze in modo superficiale, ignorando deliberatamente il contenuto della sentenza del Tribunale Indipendente, che ha ben determinato dinamiche e responsabilità individuali".