Perché quella in cui Federica Brignone è caduta non era una gara qualunque: questione di rispetto

Federica Brignone si è gravemente infortunata nell'ultimo impegno stagionale che la valdostana aveva da tempo in agenda, gli Assoluti in Val di Fassa dove si era presentata da campionessa uscente in carica nel gigante femminile, gara in cui è avvenuta la terribile caduta, e per provare a ripetere i successi in supergigante e in slalom. Un appuntamento che per molti è diventato il capro espiatorio dell'infortunio, imputando alla Fisi e ai gruppi sportivi l'aver costretto una campionessa del suo calibro a dover essere presente, con tutto ciò che ne è conseguito. Ma la realtà è tutt'altro.
La cosa certa è che Federica Brignone proveniva da una lunghissima stagione, in cui è stata da subito protagonista per poi dominarla con un finale in crescendo che l'ha portata alla seconda Sfera di Cristallo in generale e alla conquista del titolo nelle specialità di gigante e discesa. Oltre ad aver primeggiato anche ai Mondiali, cingendosi al collo l'oro nello slalom gigante e l'argento nel SuperG. Ma è anche vero che il calendario prefissato prevedeva da sempre anche la partecipazione ai Campionati Italiani che si stanno svolgendo in Val di Fassa. Ai quali Federica non ha voluto, e dovuto, mancare.
A conferma che la stessa campionessa valdostana ci tenesse fortemente all'appuntamento in trentino, sono state le sue stesse parole, subito dopo il grave incidente e la successiva operazione chirurgica: "Ero in un momento felice. Mi mancava ancora un mese di lavoro, e non vedevo l'ora di farlo". Frasi che spiegano perfettamente il motivo per cui gli Assoluti fossero non una gara secondaria da evitare, ma un obiettivo ben chiaro nella testa di un'atleta che voleva onorare fino in fondo la propria posizione. E ulteriore conferma arriva anche dalla storia dei Campionati italiani di Sci, da sempre con un Albo d'Oro che ha visto tutti i principali campioni cimentarsi e vincerli.

Basti pensare che la stessa Federica Brignone si presentava nell'edizione 2025 quale campionessa in carica uscente proprio del gigante, vinto nel 2024. Nel superG il titolo tricolore lo aveva conquistato nel 2023 e avrebbe provato a contenderlo a Laura Pirovano, così come nello slalom dove la valdostana si era laureata campionessa nel 2021. Agli Assoluti, Brignone non a caso vanta ben 22 medaglie nei Campionati italiani (10 ori, 8 argenti, 4 bronzi) ed è in straordinaria compagnia tra uomini e donne che hanno scritto pagine storiche dello sci italiano. Tra questi, Alberto Tomba, (11 medaglie), Deborah Compagnoni (12 medaglie) Gustav Thoeni (13 medaglie), Sofia Goggia (8 medaglie) Stefano Gross (18 medaglie).

L'infortunio nel gigante in Val di Fassa, poi, è stato accidentale e fortuito, poteva accadere in qualsiasi momento. Anche in allenamento, perché si è trattato di un errore tecnico, infilando una porta, unito ad una serie di coincidenze sfortunate, la piroetta e conseguente rotazione prima di cadere, che ne hanno accentuato le conseguenze.
Giusto chiedersi perché Federica Brignone fosse presente sulla neve, ma anche doveroso ricordare che una campionessa di tale caratura ha una serie di doveri cui non può tirarsi indietro. Verso i tifosi che seguono i Campionati italiani, verso la Federazione italiana, verso la sua Arma (i Carabinieri) che le permette di svolgere questa attività da professionista e, non ultimo, verso le atlete italiane più giovani, che la vedono – ora più che mai – come un punto di riferimento.