Un documento FIA svela cos’è successo dopo la squalifica delle Ferrari in Cina: una beffa surreale

Come accade di consueto nel giorno in cui si apre il nuovo weekend di gara del Mondiale di Formula 1, la FIA rende noti tutti gli ultimi documenti inerenti le ispezioni approfondite eseguite al termine del precedente Gran Premio. E così nel giorno in cui si apre il GP del Giappone 2025, la Federazione Internazionale ha provveduto a pubblicare i risultati delle minuziose verifiche fatte dalla squadra guidata da Jo Bauer su due monoposto, estratte a sorte tra quelle che al traguardo si sono classificate nelle prime dieci posizioni, al termine della gara del GP della Cina che si era chiuso con le clamorose squalifiche delle Ferrari di Charles Leclerc e Lewis Hamilton a causa di due diverse irregolarità sulle proprie monoposto riscontrate nei controlli che vengono eseguiti su tutte le vetture subito dopo la bandiera a scacchi (sottopeso la macchina del monegasco mentre troppo bassa quella del britannico).
E da tale documento è emersa quella che suona come una clamorosa e paradossale beffa. Le due monoposto scelte a caso tra le prime dieci classificate al traguardo nella gara di Shanghai per essere sottoposte alle ispezioni più approfondite sono state la numero #16 e la numero #44, vale a dire proprio le Ferrari di Charles Leclerc e Lewis Hamilton che, prima di essere squalificate, avevano concluso la corsa rispettivamente al quinto e al sesto posto.

Dopo la squalifica dunque le due vetture della scuderia di Maranello sono state sottoposte a controlli specifici che hanno riguardato il rispetto della Direttiva Tecnica 022 (che norma i pit-stop e i relativi sistemi di controllo) risultando entrambe perfettamente regolari e conformi al Regolamento Tecnico della Formula 1 2025.

Inevitabilmente, dato che questi controlli specifici e accurati sono arrivati dopo la squalifica che aveva già estromesso i due piloti della Ferrari dall'ordine d'arrivo finale del GP di Cina, erroneamente si potrebbe pensare ad una sorta di accanimento della FIA nei confronti della scuderia di Maranello. Ma così evidentemente non è dato che, per quel che concerne le ispezioni post gara, la FIA segue un protocollo predeterminato che impone che la scelta casuale delle monoposto da controllare più approfonditamente dopo la gara (e dopo le verifiche di routine di peso e altezza da terra a cui sono sottoposte tutte le macchine giunte al traguardo) sia fatta al momento della bandiera a scacchi. Nessun accanimento dunque, ma si è trattato soltanto dell'ultima clamorosa e surreale beffa per la Ferrari a Shanghai.