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Red Bull spalle al muro sul budget cap, aut-aut FIA: Horner ignorato da Ben Sulayem

La Red Bull messa spalle al muro sul caso budget cap: o accetta di firmare il patteggiamento e dichiararsi colpevole o si vedrà comminare pesanti sanzioni che potrebbero anche togliere il titolo di campione della Formula 1 2021 a Max Verstappen. Horner sta cercando una via d’uscita ma ad Austin è stato ignorato dal presidente della FIA Ben Sulayem: chiaro segnale che non esistono terze strade.
A cura di Michele Mazzeo
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Nel paddock della Formula 1 di stanza attualmente sul Circuito delle Americhe di Austin per il weekend del GP degli Stati Uniti, 19° round del Mondiale 2022, in attesa di vedere auto e piloti in pista, tutte le attenzioni sono rivolte al caso Red Bull e alle sanzioni che la scuderia vincitrice degli ultimi due campionati piloti con Max Verstappen e vicinissima a portarsi a casa il titolo costruttori riceverà dalla FIA per aver sforato il budget cap nel corso della stagione 2021. Squadra austriaca che adesso sembra essere stata messa di fronte ad un aut aut da parte della stessa Federazione Internazionale: ammettere la propria colpevolezza ed evitare così le punizioni più pesanti (compresa la decurtazione di punti nelle classifiche piloti e/o costruttori degli ultimi due anni che, anche se minime, potrebbero far perdere il Mondiale conquistato dall'olandese nel 2021) oppure continuare a professarsi innocenti, vedersi comminare dure sanzioni e intraprendere una lunga e dura battaglia legale con la FIA.

Al team di Milton Keynes è stata infatti contestata un'infrazione procedurale (in virtù del fatto che avrebbe omesso volontariamente dalla documentazione presentata alcune voci che invece dovevano essere inserite: spese per il catering, indennità per i dipendenti in malattia, salari del personale in congedo o aspettativa, e alcuni stipendi dei top manager) e soprattutto una violazione "minor overspending", cioè lieve, al tetto di spesa (ossia sotto il 5% del budget complessivo permesso dal regolamento: secondo le ultime indiscrezioni infatti il Cost Cap Administration della Federazione Internazionale avrebbe rilevato un'eccedenza di 1,8 milioni di dollari in più rispetto ai 145 milioni consentiti).

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Oltre all'ammenda per l'infrazione procedurale dunque alla Red Bull dovrà essere comminata una o più sanzioni tra quelle previste dall'articolo 9.1 del regolamento finanziario della Formula 1 e catalogate come "Minor Sporting Penalty", vale a dire una reprimenda pubblica, una multa, una decurtazione di punti nel Campionato Costruttori (2021 o 2022), una decurtazione di punti nel Campionato Mondiale Piloti (2021 o 2022), una squalifica per una o più sessioni in pista nei weekend di gara (ad eccezione della gara stessa), delle restrizioni nello sviluppo aerodinamico (galleria del vento, CFD) per la stagione successiva o una riduzione del budget cap per l'esercizio successivo.

La FIA, come prevede lo stesso regolamento finanziario quando non si tratta di una violazione "grave" (quindi uno sforamento superiore al 5% del budget regolamentare), ha però concesso una via d'uscita alla scuderia austriaca offrendole la possibilità di accettare un ABA (Accepted Breach Agreement) e chiudere definitivamente la questione evitando le sanzioni più pesanti: l'accettazione del patteggiamento infatti riduce il ventaglio di penalità che l'Adjudication Panel della FIA (la commissione composta da un massimo di 12 giudici nominati dall'assemblea Generale della Federazione Internazionale e i rappresentanti di almeno 5 team di Formula 1 a cui si passerebbe la palla in caso di mancato accordo bonario) può comminare eliminando dall'elenco delle "Minor Sporting Penalty" la decurtazione di punti nel Campionato Costruttori (2021 o 2022), la decurtazione di punti nel Campionato Mondiale Piloti (2021 o 2022) e la riduzione del budget cap per l'esercizio successivo. Un accordo che, se accettato, di fatto renderebbe le restrizioni allo sviluppo e ai test per il 2023 la pena più severa che la Red Bull potrebbe vedersi comminare.

Le sanzioni previste dal regolamento finanziario della Formula 1 in caso di infrazione minor overspend del budget cap (quella commessa dalla Red Bull nella stagione 2021)
Le sanzioni previste dal regolamento finanziario della Formula 1 in caso di infrazione minor overspend del budget cap (quella commessa dalla Red Bull nella stagione 2021)

Evidente dunque che accettare l'ABA sarebbe molto più conveniente per la squadra di Milton Keynes che però è ancora titubante nel farlo. Titubanze derivante dal fatto che condizione imprescindibile per l'ABA è che la squadra a cui viene contestata la violazione si dichiari colpevole dell'irregolarità e rinunci a qualsiasi tipo di appello rispetto alle sanzioni che le verranno assegnate dalla FIA. La Red Bull infatti, fin dal primo giorno in cui è venuta fuori la notizia (e anche dopo che questa è stata ufficializzata dalla stessa Federazione Internazionale), si è sempre dichiarata innocente e ha sempre sostenuto di aver rispettato la regola del budget cap dicendosi pronta anche ad una battaglia legale per dimostrare ciò. Un'ammissione di colpevolezza da parte della squadra austriaca inoltre getterebbe delle ombre sulla regolarità del Mondiale di Formula 1 2021 vinto, tra mille polemiche, da Max Verstappen all'ultimo giro dell'ultimo GP della stagione di un soffio su Lewis Hamilton (cosa che di certo non piacerebbe neanche ai vertici della multinazionale produttrice di bevande energetiche proprietaria del team).

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Fino alla sua ultima uscita pubblica infatti il team principal della Red Bull Christian Horner ha ribadito di essere convinto dell'innocenza della sua squadra e anzi ha accusato la FIA di aver cambiato l'interpretazione delle voci che andavano inserite nel computo totale del budget cap solo dopo che le scuderie avevano già presentato la documentazione finanziaria. Il numero uno della squadra corse con sede a Milton Keynes ha anche dato una data precisa di questa presunta modifica: lo scorso giugno. Una data non casuale dato che si tratterebbe del periodo immediatamente successivo all'insediamento come Segretario Generale per il Motorsport ad interim della FIA di Shaila-Ann Rao, ex braccio destro di Toto Wolff in Mercedes, e già accusata nei mesi scorsi di essere manipolata dal team tedesco in merito alla vicenda della nuova regola anti-porpoising introdotta a Mondiale in corso. Il tutto nel tentativo di spostare nuovamente il focus sulla presunta talpa della Mercedes in Federazione.

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E proprio per ribadire l'innocenza della Red Bull in merito alla questione budget cap la scuderia austriaca aveva organizzato una conferenza che sarebbe dovuta andare in scena ad Austin al venerdì mattina, conferenza che poi, subito dopo la proposta dell'ABA da parte della Federazione Internazionale, sarebbe stata cancellata (così riferiscono autorevoli fonti olandesi). Evidente che alla luce del patteggiamento proposto dalla FIA (e dalle condizioni che questo richiede) una conferenza stampa in cui si continuava a professare l'innocenza avrebbe significato una mancata accettazione dell'accordo che dal punto di vista squisitamente sportivo converrebbe alla scuderia austriaca ma che di fatto significherebbe anche gettare ombre su due titoli Mondiali piloti già in bacheca e su un titolo costruttori che a breve sarà festeggiato. L'alternativa però è allungare la questione e impelagarsi in una serrata battaglia legale con la FIA che continuerà ad essere soggetta a pressioni da parte dei tanti team rivali della Red Bull (di recente infatti anche la McLaren ha inviato al presidente Mohammed Bin Sulayem una dura lettera sulla questione, unendosi di fatto all'asse Ferrari – Mercedes già da tempo schieratosi contro gli austriaci per i quali invocano sanzioni esemplari minacciando, in caso contrario, anche di arrivare a sabotare definitivamente la regola del budget cap e l'intero regolamento finanziario della Formula 1).

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Una scelta non facile dunque per Christian Horner e la Red Bull che, trovandosi spalle al muro, hanno cercato di trovare una strada terza per ovviare a questa impasse. Non a caso, fin dalle prime ore del venerdì, il team principal della squadra austriaca ha provato ad avere un colloquio con il presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem, anche lui presente ad Austin per il weekend del GP degli Stati Uniti di Formula 1. Secondo quanto riportato dal giornalista Erik van Haren in un primo momento tale incontro non c'è stato con il numero uno della Federazione Internazionale che avrebbe ignorato la richiesta di un tête-à-tête sulla questione budget cap mandando un chiaro messaggio da parte della FIA: o la Red Bull accetta l'ABA (e ciò che ne consegue dal punto di vista dell'immagine) o arriveranno sanzioni pesanti e si inizierà una vera e propria dura battaglia legale, strade terze dunque non sembrano essercene.

L'incontro è andato in scena solo dopo la prima sessione di prove libere del GP degli Sati Uniti nel motorhome della Red Bull con Ben Sulayem e il segretario generale FIA Shaila-Ann Rao che hanno parlato per circa 25 minuti con il team principal Christian Horner. Il tutto però quando ormai la conferenza stampa annunciata dalla scuderia austriaca era ormai saltata e il tempo per trovare un'altra soluzione era ormai scaduto. Ora toccherà al team di Milton Keynes decidere se chiudere la questione con un patteggiamento o impelagarsi in una lunga ed estenuante battaglia legale dalla quale avrebbe certamente più da perdere che da guadagnare.

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