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“Michael Schumacher non parla e vede solo 20 persone”: cosa c’è di vero dietro le ultime notizie

In rete rimbalzano ancora una volta le parole del giornalista tedesco molto vicino alla famiglia dell’ex pilota e campione con la Ferrari. Riportano indietro nel tempo e alimentano tristezza per come sta oggi Schumacher.
A cura di Maurizio De Santis
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La morte di Eddie Jordan, l'uomo che ebbe abbastanza fiuto da lanciare Michael Schumacher in Formula 1, ha generato il domino di emozioni e di non-notizie che, nel giro di pochi giorni, hanno rispolverato quel che sull'ex campione del mondo si sa già: è sì vivo, grazie alle cure dei medici che lo hanno salvato dopo il gravissimo incidente sulle nevi a Meribel (2013), e accudito con estrema riservatezza dalla famiglia che gli garantisce massima assistenza, ma non è più la stessa persona di prima.

Ecco perché è bastato che il giornalista tedesco dell'emittente rtl.de, Felix Gorner, ricordasse il manager scomparso prima con Ralf (fratello di Schumacher) poi con Corinna (moglie dell'ex ferrarista) e ribadisse quanto già sa perché tornassero di attualità aggiornamenti sulle condizioni dell'ex stella dei motori.

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"Ha bisogno di cure costanti, dipendente completamente dai suoi assistenti e non riesce più a esprimersi verbalmente". E ancora "la situazione è molto triste". Sono le news rimbalzate in Rete, scaturite da dichiarazioni del reporter che riportano indietro nel tempo al 2023 quando, a dieci anni di distanza dalla carambola sugli sci, comunicò al pubblico ciò che si può dire ed è anche abbastanza facile dedurre, tenendo conto di pareri specialistici autorevoli che in questi anni hanno spiegato come sta Schumacher.

Sono pochi coloro che, dietro preciso impulso da parte della consorte possono ancora fare visita all'ex pilota. Tra questi non c'era lo stesso Jordan, pur essendo sempre stato molto vicino all'ex pilota e alla sua famiglia. Mentre da quel cerchio magico non è mai uscito Jean Todt, che ha affiancato il tedesco nel periodo più bello ed esaltante delle Rosse. Tanti quelli che, anche a tradimento oppure dietro minacce estorsive a scopo di lucro (è il caso della congiura digitale ordita da un ex guardia del corpo con la complicità di una ex infermiera e altre persone, tutte finite a processo), hanno cercato di aprire una breccia nella cortina di segretezza assoluta che c'è intorno a lui.

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"Attualmente, possono avvicinarsi a Michael al massimo 20 persone – è quanto ha sempre confermato -. Credo sia la strategia giusta. La famiglia sta agendo nel migliore dei modi per Michael. Ha sempre protetto rigorosamente la sua privacy. E questo non è mai cambiato". 

Gorner svelò anche come apprese dell'incidente di Schumi. Gli arrivò un messaggio su WhatsApp ma, almeno inizialmente, non dette peso alla cosa. "Pensai che al massimo si fosse rotto una gamba. Poi si sono susseguite le notizie sul fatto che è rimasto in bilico tra la vita e la morte per 3, 4 giorni, una trasmissione dopo l'altra… fino a quando l'entità delle ferite che Michael aveva riportato non sono state chiare: a causa delle gravi lesioni cerebrali che aveva subito abbiamo capito che non lo avremmo mai più rivisto".

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