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Hamilton torna in pista in retromarcia a Imola e non viene sanzionato: cosa dice il regolamento

Nel corso del GP di Imola di Formula 1 Lewis Hamilton ha effettuato una pericolosa manovra rientrando in pista in retromarcia dopo esser finito nella ghiaia. Il direttore di gara FIA Michael Masi ha spiegato perché, rispettando il regolamento F1, il pilota della Mercedes non è stato sanzionato e perché su tale episodio non è stata necessaria un’investigazione da parte dei commissari.
A cura di Michele Mazzeo
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Tra i tanti episodi del GP di Imola di Formula 1 che hanno fatto discutere c'è certamente anche quello che riguarda la pericolosa manovra effettuata da Lewis Hamilton: rientrato in pista in retromarcia dopo esser finito nella ghiaia proprio mentre stava sopraggiungendo l'Aston Martin di Sebastian Vettel. Manovra per la quale il pilota della Mercedes, che grazie alla per lui fortunosa bandiera rossa ha poi terminato la gara in seconda posizione, non è stato sanzionato.

Durante il 31° giro del GP dell'Emilia Romagna il sette volte campione del mondo ha perso il controllo della sua W12 mentre stava affrontando la Curva Tosa andando lungo e finendo dunque nella ghiaia. Dopo aver tentato invano di effettuare un testacoda per riposizionare la vettura con il musetto verso la pista, il britannico è stato costretto a tornare sul tracciato in retromarcia per poi riprendere la propria corsa mentre in quel momento stava sopraggiungendo la vettura di Sebastian Vettel.

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Per molti quella effettuata da Hamilton è stata una manovra molto pericolosa che poteva mettere a rischio l'incolumità degli altri piloti e sarebbe quindi dovuta essere sanzionata con una penalità. Cosa che non è avvenuta, dato che sulla retromarcia del 36enne di Stevenage non è stata nemmeno aperta un'indagine da parte dei commissari. A spiegare il perché di questa decisione è stato il Direttore di Gara FIA Michael Masi che al termine della gara ha detto a riguardo: "Lewis ha fatto retromarcia nella via di fuga in ghiaia fuori dalla pista. Ascoltando la comunicazione tra il pilota e la squadra, si evince come il team stesse radioguidando Hamilton nella manovra, dicendogli dove si trovava in quel momento. Quindi, in quella particolare circostanza, non abbiamo ritenuto necessario prendere in considerazione la possibilità di riferirlo ai commissari".

Il regolamento della Formula 1 dunque in questi casi prevede una discrezionalità da parte della Direzione di Gara che ha il compito di stabilire se la manovra fosse realmente pericolosa o meno per l'incolumità degli altri piloti e dunque passibile di finire sotto la lente d'ingrandimento dei commissari. E a confermare ciò è stato ancora una volta lo stesso Masi che ha difatti chiuso la questione con un perentorio: "Noi prendiamo caso per caso, ogni volta bisogna calcolare tutte le circostanze che sono attorno al fatto". C'è da dire che un eventuale reclamo da parte di Aston Martin (team cliente della Mercedes) forse avrebbe potuto convincere la Direzione di Gara ad attenzionare i commissari che poi avrebbero deciso se la manovra fosse davvero pericolosa o meno.

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