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Cos’è l’ala flessibile che ha fatto litigare Red Bull e Mercedes in Formula 1

Le ali flessibili della Red Bull e di altre scuderie denunciate dalla Mercedes hanno fatto divampare una polemica all’interno del paddock della Formula 1. Ecco cos’è l’ala flessibile, cosa dice il regolamento e la nuova direttiva tecnica della FIA, quali sono le squadre del Mondiale F1 2021 che dovranno riprogettare l’ala posteriore e perché ancora le polemiche intorno alla vicenda non si è ancora conclusa.
A cura di Michele Mazzeo
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Un nuovo scontro regolamentare si è sollevato nelle ultime settimane all'interno del paddock della Formula 1. Al centro del dibattito ci sono le cosiddette "ali flessibili" che avvantaggerebbero chi, sfruttando una zona grigia del regolamento (chiarita solo ultimamente dalla FIA), le ha montate sulle propria monoposto. Tutto è nato quando il pilota della Mercedes Lewis Hamilton ha denunciato l'ala flessibile della Red Bull di Max Verstappen durante il GP di Spagna, e la polemica è poi via via divampata coinvolgendo i due team principal Toto Wolff e Christian Horner, la FIA e di conseguenza anche altre scuderie che, seppur in modo meno evidente rispetto a quanto fatto dalla squadra del Torello, hanno giocato su quell'area grigia del regolamento al momento della progettazione della monoposto per il campionato Mondiale 2021 di Formula 1.

Cosa sono le ali flessibili

Prima di passare in rassegna i vari eventi susseguitisi nelle ultime ore, è bene spiegare cos'è l'ala flessibile e quali sono i vantaggi che questa può portare a chi la utilizza. Nello specifico si tratta di un’ala posteriore in grado di flettere sfruttando l'aeroelasticità del carbonio all'aumentare della velocità garantendo così una maggiore spinta in rettilineo alla vettura riducendo il drag. In parole povere si tratterebbe di un secondo DRS (Drag Reduction System) che si aziona sempre in rettilineo e che quindi può avere un grande impatto sulle prestazioni della macchina.

La polemica Mercedes Red Bull sull'ala flessibile: cosa dice il regolamento della Formula 1

L'introduzione di questa innovazione da parte della Red Bull ha scatenato l'ira della rivale Mercedes che ha presentato un reclamo alla FIA. La scuderia diretta da Toto Wolff si è appellata all'articolo 3.8 del regolamento tecnico della Formula 1 secondo il quale le parti della monoposto che ne influenzano la prestazione aerodinamica (carrozzeria, telaio, power unit e trasmissione) devono essere assicurate in modo rigido alla parte sospesa della vettura e devono rimanere immobili. Ovviamente, per le ali, che per questione di fisica non possono restare completamente rigide, vi è una tolleranza di movimento.

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Chi ha utilizzato le ali flessibili nel Mondiale F1 2021

Ed è proprio su quella tolleranza che la Red Bull ha fatto leva in fase di progettazione dell'ala posteriore della RB16-B finita nel mirino degli avversari e della FIA. Ma la scuderia motorizzata Honda non è l'unica ad aver adottato questa soluzione in questo campionato Mondiale 2021 di Formula 1. Da un'attenta analisi delle prestazioni di Alpha Tauri, Alfa Romeo e Alpine in rettilineo si nota come anche questi tre team abbiano adottato un'ala posteriore molto più flessibile rispetto al resto del gruppo.

La nuova direttiva tecnica della FIA sulle ali flessibili

Alla luce di ciò la FIA è intervenuta per chiarire la zona grigia del regolamento sulla quale Red Bull e le altre scuderie hanno fatto leva nella progettazione dell'ala posteriore delle proprie monoposto. La Federazione Internazionale attraverso una direttiva tecnica ha infatti stabilito le nuove fasce di tolleranza del movimento delle ali e ha dato tempo alle squadre fino al GP di Francia per adattarsi alle nuove direttive dato che l'inasprimento dei test da parte degli ispettori FIA avverrà dal prossimo 15 giugno.

Chi dovrà riprogettare l'ala posteriore prima del GP di Francia

In tanti dunque entro il prossimo 15 giugno dovranno riprogettare la propria ala posteriore per non incorrere in pesanti sanzioni. Innanzitutto dovranno farlo Red Bull, Alpha Tauri, Alfa Romeo e Alpine che più di tutte avevano esasperato il movimento dell'ala con la vettura in corsa. Ma anche altre scuderie, tra cui la Ferrari, dovranno limare qualcosa per rientrare nei parametri permessi dalle nuove direttive FIA. Mercedes, invece, essendosi presentata nel Mondiale 2021 con un'ala posteriore molto rigida, riprogetterà anch'essa l'alettone per renderlo un po' più flessibile (senza superare ovviamente i limiti di movimento imposti dalla direttiva FIA).

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Le reazioni dopo l'intervento della FIA

La soluzione trovata dalla FIA per mettere fine alla querelle legata alle ali flessibili non ha però placato le polemiche all'interno del paddock della Formula 1. Da un lato infatti Red Bull e Alfa Romeo hanno lamentato il fatto che questo cambiamento in corso d'opera costerà un esborso economico molto gravoso per i team (circa mezzo milione di euro ad ala), dall'altro Mercedes e McLaren hanno protestato, minacciando anche di portare la questione davanti alla Corte d’Appello Internazionale, per il troppo tempo concesso alle scuderie "non a norma" per mettersi in regola. Nonostante la direttiva chiarificatrice da parte della FIA, il clima all'interno del paddock rimane dunque rovente.

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