Chi sono i piloti di MotoGP arrabbiati dopo la furbata di Marquez in griglia di partenza a Austin

La furbata di Marc Marquez sulla griglia di partenza del Gran Premio delle Americhe di MotoGp ad Austin è stata un capolavoro di strategia e astuzia. Ma gli è andata bene perché la direzione di gara stessa, nonostante il regolamento non prevedesse in quel frangente l'annullamento della normale procedura di partenza, è rimasta spiazzata dall'escamotage studiato dal campione spagnolo e dalla reazione degli altri piloti. La caduta e il ritiro del ‘cabroncito' hanno smorzato polemiche che, nel caso avesse vinto, sarebbero state di ben altro tenore rispetto alle lamentele di alcuni Team ai quali non è piaciuto affatto quel fuori-programma verificatosi con il benestare della Race Direction.
Quest'ultima s'è giustificata tirando in ballo la "confusione" che s'era generata in quegli istanti ha suggerito maggiore cautela per "motivi di sicurezza. Dato il numero di piloti, mezzi e personale dei box in griglia e nella zona della pit-lane – ha ammesso Webb – abbiamo ritenuto impossibile dare il via al giro di riscaldamento e optato per una nuova partenza viste le circostanze". La spiegazione fornita non ha convinto del tutto: "Analizzeremo la situazione insieme alle squadre e rivedremo i regolamenti".
Lo stesso Bagnaia, trionfatore in Texas, in un dialogo avvenuto con Marquez dopo la corsa, ha portato alla luce quello che a tutti è sembrato chiaro: l'iberico aveva pianificato con dovizia di particolari quella strategia facendo leva sull'effetto sorpresa sulle reazioni che avrebbe provocato. Ha ottenuto esattamente ciò che voleva pur avendo fatto una valutazione errata sul numero dei concorrenti che lo avrebbero assecondato. Su 22 piloti presenti in quel momento in griglia, solo 10 l'hanno abbandonata (compreso Vinales che, a differenza degli altri, s'era allontanato per problemi tecnici). Secondo i regolamenti della MotoGP, una situazione di questo tipo non comporta l'interruzione della partenza come prescritto dall'articolo 1.18.1, che specifica "più di 10 piloti".

A mentre fredda dissenso e insoddisfazione hanno preso piede per com'è stata gestita la situazione. Binder, Bastianini e Ogura si sono sentiti danneggiati perché, a dispetto degli avversari, avevano già provveduto a dotare le moto di pneumatici da asciutto. Una scelta d'assetto che s'è rivelata saggia, la naturale deduzione per il meteo che stava cambiando rapidamente (non pioveva più e il cielo non minacciava altre precipitazioni) e per l'asfalto ormai asciugato. In base alle norme, sarebbero potuti scattare dalla griglia mentre tutti gli altri lo avrebbero dovuto fare dalla pit-lane. Invece, non è stato così.

"Ovviamente non ero entusiasta della decisione di richiamare tutti. E neanche la mia squadra. E quello che è… queste cose succedono", le parole di Binder. Molto più dure quelle di Davide Brivio (Aprila Trackhouse): "Non siamo contenti del modo in cui è stata gestita l'uscita perché abbiamo corso un rischio e preso la decisione giusta ma non siamo riusciti a trarne vantaggio". E Bastianini, citando l'idea di montare già gomme da asciutto, ha aggiunto: "Non abbiamo potuto approfittarne, ma abbiamo preso la decisione giusta ed è un peccato, perché poteva sicuramente essere un risultato molto buono".