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Pogacar: “I social sono il cancro nella nostra società. Ti rovini la giornata e non ne vale la pena”

Tadej Pogacar ha voluto sottolineare il proprio pensiero sull’impatto che possono avere l’informazione e i social network anche sugli atleti più forti, soprattutto quando sono cosparsi di critiche e haters: “Lì risaltano di più le cose negative, non vale la pena leggerli. Sono un cancro e rischiano di rovinarti la giornata”
A cura di Alessio Pediglieri
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Tadej Pogacar sta preparando i suoi prossimi appuntamenti in cui cercare l'immediato riscatto dalla delusione della "maledetta" Milano-Sanremo. Così, nel mirino altre due Monumento, la Ronde e la Roubaix dove sfiderà l'avversario del momento, Mathieu Van der Poel, e i propri limiti sullo sterrato. Intanto, però, non ha perso occasione per sfruttare la propria visibilità per porsi a difesa di un altro rivale, Wout van Aert, finito suo malgrado nell'occhio del ciclone, soprattutto per la clamorosa sconfitta all'Attraverso le Fiandre. Il belga è stato attaccato dai media e sul web anche con ferocia, tanto da trovare la reazione di Pogacar: "Sono un cancro. Con tutto il rispetto, non vale la pena seguire i social network e le notizie che si leggono in giro".

Pogacar si schiera a fianco di van Aert, in difficoltà

L'occasione è stata quella migliore, di maggior visibilità proprio per andare contro ai mezzi che sempre più spesso danno visibilità, i social. Così, Tadej Pogacar ha utilizzato la conferenza stampa pre Giro delle Fiandre a Waregem, per sottolineare il proprio appoggio a Wout van Aert, vittima di attacchi incrociati per la sua attuale deludente stagione, tra i "fallimenti" alla E3 Saxo Classic e al Dwars door Vlaanderen. Nel primo caso, Van Aert è riuscito solo a piazzarsi 15° lontanissimo da Mathieu van der Poel che ha vinto l'E3 insolitaria. Nel secondo, Van Aert e Visma hanno perso un finale incredibile, con tre corridori contro uno solo, Neilson Powless della EF Education-EasyPost, vittorioso nello sprint.

Gli attacchi a van Aert, la difesa di Pogacar: "Lo sa, ogni volta la pressione è altissima"

Su van Aert si è così scaricata tutta la pressione della stampa belga e dei social media che lo hanno attaccato per la sua forma precaria e per dimostrarsi incapace di reggere le aspettative. Un fuoco incrociato che ha spinto diversi corridori correre in sua difesa, come lo stesso Pogacar: "Sicuramente, ogni corridore subisce una certa pressione e un corridore come Wout ha gare importanti da disputare. Ogni volta la squadra fa sempre più affidamento su di lui e di sicuro deve dare il massimo. Come tutti, lui corre per la vittoria" ha evidenziato il campione del mondo in carica.

"Poi, certo, arrivare secondo soprattutto in un finale di tre contro uno, di sicuro fa schifo. Ma anche questo fa parte delle corse. Wout si rialzerà e arriverà alla prossima gara pensando solo a dare di nuovo il massimo".

Pogacar contro i media e i social: "Senza offesa, non vale la pena seguirli. Sono un cancro"

Poi però, Pogacar non dimentica il lato oscuro dei social e dell'informazione distorta e i problemi che possono causare anche all'atleta più equilibrato: "Stiamo parlando alla fine semplicemente di ciclismo, di gare che posso andare in qualsiasi maniera. I social network rappresentano un cancro nella nostra società", ha aggiunto in conferenza stampa. "Puoi stare sui social media tutto il giorno e ci sono un sacco di cose positive, ma sono le cose negative a risaltare di più. Possono davvero rovinarti la giornata. Non vale la pena seguire le notizie e i social media, senza offesa. È più facile non preoccuparsi di queste cose. Io ad esempio voglio solo fare ciò che mi interessa nel ciclismo e non perdere la motivazione per colpa di altri".

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