Totti racconta la lite con Burdisso: “Sono quieto, ma se mi attacchi… intervenne anche il fratello”

C'è una lite con un compagno alla Roma che Francesco Totti non riesce proprio a dimenticare, visto che la tira fuori quando con insistenza gli si chiede di raccontarne una durante la sua chiacchierata con ‘Cronache di spogliatoio'. Il che significa un paio di cose: che i momenti di tensione vissuti dal capitano giallorosso non devono essere stati tanti – lo dice lui stesso, parlando del suo carattere bonario – e che lo scontro con Nicolas Burdisso (era lui quel compagno) deve essere stato particolarmente duro, al punto che in quel frangente intervenne anche suo fratello Guillermo, che quell'anno vestiva pure lui la maglia della Roma.
"Se da capitano ci sono state volte in cui ho dovuto alzare la voce? Io non sono quel capitano che insulta i giocatori della squadra oppure li attacca al muro, no, perché non ho quel carattere – premette Totti – Io sono un ragazzo buono, semplice. Anche se mi stava qualche giocatore antipatico, ci passavo sopra, perché poi, essendo il capitano, è il fulcro di tutto. E allora cercavi di gestire tutta la situazione, anche quei ragazzi che non si comportavano bene. È normale che poi in campo io cercavo di dare quel qualcosina in più per ‘attappare' un po' le situazioni. Perché io ho sempre pensato che non c'è bisogno di alzare la voce".

Il durissimo scontro tra Francesco Totti e Nicolas Burdisso alla Roma
Messo alle strette, il 48enne romano racconta lo scontro con l'ex difensore argentino, con cui ha condiviso lo spogliatoio della Roma per quattro anni e mezzo, tra il 2009 e il 2014: "Mi è capitato una sola volta, in Champions, litigai con un giocatore, era Burdisso. C'era lui e il fratello che giocavano tutti e due insieme. Due contro uno? No, no… però certo dopo è intervenuto. Dopo mezz'ora già mi dispiaceva quello che era successo, però lì per lì istintivamente ti viene. Poi io sono uno molto quieto, molto tranquillo, però se poi mi attacchi, eh, ti attacco pure io…".

La vicenda – che accadde nella fase a gironi della Champions 2010/11 – era già stata raccontata proprio da Nicolas Burdisso qualche anno fa: "Francesco è l'italiano più forte con cui ho giocato. Velocità di pensiero unica: nel fare cose diverse e, negli ultimi anni, nella capacità di adattarsi a doverne fare di ancora diverse. Dopo Cluj-Roma 1-1 (8 dicembre 2010, la Roma prese il gol del pareggio all'88', ndr) c'è mancato poco che ci mettessimo le mani addosso: là davanti avevano giocato a ‘segno io, no segna tu', alla fine prendemmo gol e mi andò il sangue al cervello. Ma a Roma se litighi col capitano sei morto: è sempre colpa tua, quello che Totti suscita nelle persone va al di là di ogni razionalità".