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Tacchinardi: “La prima volta contro Del Piero l’ho menato tutta la partita. Dissi agli altri: falciatelo”

Alessio Tacchinardi racconta la prima volta che ha visto Alessandro Del Piero. Da avversari in una sfida contro il Padova: “Cominciai a pompare i miei difensori: ‘Oh mi raccomando se passa di lì falciamolo'”.
A cura di Fabrizio Rinelli
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Alessio Tacchinardi è stato una delle bandiere della Juventus di Marcello Lippi. Dal 1994 al 2005 in bianconero prima di chiudere gli ultimi tre anni della sua carriera tra Villarreal e Brescia. L'ex centrocampista è stato di fatto una colonna della Vecchia Signora. In quello spogliatoio ha visto passare presidenti di un certo spessore, allenatori esperti e vincenti e campioni come compagni di squadra ancora oggi sul tetto dei migliori calciatori al mondo. Nel corso di un'intervista rilasciata al canale Youtube ‘Centrocampo' Tacchinardi ha toccato diversi temi della sua carriera.

Dagli inizi all'Atalanta di Cesare Prandelli fino alla Juventus, le sfide in Champions, le vittorie e gli esempi di tanti campioni. Da Baggio a Vialli passando per Ravanelli, Del Piero, Zidane e Nedved. Proprio l'incontro con l'ex capitano della Juventus e numero dieci dei bianconeri è ancora impresso nella mente di Tacchinardi. "Io mi ricordo che ero bello carico, ero il capitano di quella squadra e comincio a pompare i miei difensori: ‘Oh mi raccomando se passa di lì falciamolo'" (sorride ndr). Un episodio che non può dimenticare: "Aveva un'eleganza, un qualcosa di diverso…".

La Juve di Tacchinardi e Del Piero con Zidane.
La Juve di Tacchinardi e Del Piero con Zidane.

Tacchinardi rimase estasiato da Del Piero, solo giocandogli contro da avversario: "Avevo 16 anni e giocavo in Primavera con Prandelli allenatore e sfidammo il Padova – racconta -. Lui si raccomandò con me dicendomi che dall'altra parte c'era un ragazzino di nome Del Piero che era molto forte". L'ex centrocampista bianconero continua: "Ero curioso di vederlo, e nel riscaldamento vedo uno con questi capelloni che comincia a palleggiare e tocca la palla in una maniera…con eleganza, aveva qualcosa di diverso".

Inizia la partita e Tacchinardi scherza: "Gli ho menato per tutta la partita (ride ndr) – aggiunge -. Poi ci vedemmo in nazionale. Ma da lì ho detto subito che era un giocatore clamoroso. Ci ritrovammo alla Juve". L'ex centrocampista ricorda: "In due anni proprio brucia le tappe – spiega -. Quando fa gol nella Compa intercontinentale a Tokyo da quell' angolazione ricordo che neanche ho esultato perché ero talmente estasiato da quella rete…". Tacchinardi spiega nel dettaglio: "In un centesimo di secondo stoppa e tira all'incrocio e mi ricordo che dopo tutto il casino gli parlai".

Le parole di Tacchinardi su Del Piero e il suo modo di giocare

Un discorso chiaro a quel Del Piero che sarebbe diventato poi la bandiera della Juventus: "Ricordo che gli dissi: ‘Alex adesso sei sul tetto del mondo insieme a Ronaldo'". Tacchinardi racconta un campione assoluto: "Ero in camera con lui, mentalmente non aveva 19 anni, ma 35, sapeva gestire la pressione – ricorda ancora -. Cioè lui riusciva a gestire le pressioni con 100.000 spettatori. In allenamento battevamo i rigori per divertirci e lui aspettava fino all'ultimo secondo che il portiere si spostasse. Questa cosa però la faceva anche in semifinale di Champions League o la finale di Coppa del Mondo. Quelli sono i gradi di personalità di un giocatore".

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