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Rudi Garcia rompe il silenzio sul Napoli e attacca De Laurentiis: “Mi sentivo un po’ prigioniero”

Rudi Garcia rompe il silenzio sul Napoli: “Ho iniziato al 4° posto in Serie A e alla fine della stagione la società si è classificata al 10° posto. I risultati dimostrano gli errori del presidente”
A cura di Ada Cotugno
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Rudi Garcia riparte dalla panchina del Belgio e punta verso i prossimi Mondiali. La generazione dorata sta cercando il suo ricambio e il francese si rimetterà in gioco su una panchina importante dopo la delusione di Napoli: a novembre dello scorso anno era arrivato il suo esonero, a metà di una stagione disastrosa per gli azzurri che alla fine hanno chiuso al decimo posto della classifica, fuori da ogni piazzamento europeo prima dell'arrivo di Antonio Conte.

Ai microfoni de L'Equipe il commissario tecnico ha ricordato con amarezza la sua seconda avventura in Italia, spiegando alcuni retroscena dopo il suo licenziamento e riservando ad Aurelio De Laurentiis parole non troppo lusinghiere: gira il coltello nella piaga, rivendicando il suo lavoro e scaricando qualche colpa addosso al patron dei partenopei.

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Rudi Garcia rompe il silenzio sul Napoli

Dal momento del suo esonero il francese è rimasto in silenzio e non ha mai parlato della sua esperienza al Napoli. Non era discrezione o rancore, ma una clausola che gli impediva di commentare e che è scaduta soltanto pochi mesi fa: "Ero ancora sotto contratto, avevo una clausola di riservatezza e i miei diritti d'immagine appartenevano ancora al club. In Italia puoi essere escluso ma restare comunque legato al club. Non c'era alcun accordo finanziario. Sono rimasto sotto contratto fino all'estate del 2024".

Ora non ci sono più freni e Rudi Garcia può davvero raccontare cosa è accaduto con gli azzurri. L'allenatore rivendica tutto il lavoro fatto e si toglie qualche sassolino dalla scarpa ricordando che con lui il Napoli viaggiava a un ritmo completamente diverso e che dopo il suo addio è iniziato un declino: "Prigioniero di De Laurentiis? Forse un po'…. Ho iniziato al 4° posto in Serie A e alla fine della stagione la società si è classificata al 10° posto, con altri due allenatori alle spalle. Eravamo anche quasi qualificati per gli ottavi di finale della Champions League. Non ho fatto tutto correttamente, ma ero nel giusto. I risultati seguenti dimostrano gli errori commessi dal presidente. Ma di Napoli amavo tutto: la città, lo stadio, i tifosi, la squadra. Tranne l'interferenza del suo presidente".

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