Perin fa tremare lo spogliatoio della Juventus: “Non ci sono figli di p…”, con chi ce l’ha
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"In questa Juventus non ci sono figli di put**na". Mattia Perin non usa giri di parole per raccontare da dentro qual è la vera anima di questa Juventus eliminata male/malissimo dall'Empoli in Coppa Italia. In buona sostanza, spiega che dietro il flop contro i toscani c'è un difetto di personalità palese, tremendo, preoccupante, inaccettabile. Alla vergogna sbandierata da Thiago Motta, alla rabbia e alla delusione dei tifosi si aggiunge anche l'amara verità enunciata dal portiere: al netto dei tanti soldi spesi, la realtà dei risultati e delle prestazioni restituisce una squadra piccola, piccola.
Svanita la qualificazione agli ottavi di Champions, mandate in archivio la Coppa Italia dopo la Supercoppa in maniera ingloriosa, ai bianconeri restano il quarto posto da difendere nemmeno fosse la linea del Piave e la possibilità di chiudere la stagione gettando il cuore e l'orgoglio oltre l'ostacolo. Poi si trarranno le somme. Per adesso c'è da salvare il salvabile: i conti oltre alla faccia per come sono andate le cose (molto al di sotto delle aspettative e degli investimenti sostenuti, compreso la campagna di rinforzi a gennaio).
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"Dobbiamo arrivare tra le prime quattro. Per noi giocare la Champions è fondamentale". È l'altra frase che spicca da un post partita avvelenato. Perin, che a un certo punto del match viene inquadrato con le mani in faccia per la disperazione e l'incredulità, non si nasconde. Che senso avrebbe farlo? E arrampicandosi sugli specchi di difese d'ufficio sarebbe altrettanto fuori da ogni logica. "Spero che questa sconfitta ci faccia talmente male che agevoli il nostro processo di crescita".
Batoste del genere corrono il rischio di mandare tutto a gambe all'aria? Il timore c'è… del resto, l'espressione che l'estremo difensore utilizza per fotografare il livello di maturità sportiva, quella scaltrezza e quel che cinismo che in gergo sono propri di una squadra forte sotto il profilo emotivo, fa tremare le mura: "In questo spogliatoio non ci sono figli di pu**ana… non si può creare l'esperienza. So che alla Juventus non c'è tempo, ma stiamo cercando di crescere. Quello che stiamo facendo non basta".
Ultima riflessione dedicata all'attacco durissimo dell'allenatore alla squadra con quel "non si può pretendere senza dare niente". Perin è altrettanto sincero e di rimando replica a Thiago Motta: "Non so a chi si riferiva, ne parleremo insieme. Non voglio creare allusioni che non ci sono".