Perché i calciatori sputano acqua anziché bere durante le partite: non è un gesto casuale

Durante una partita di calcio, oltre ai gol, le giocate e le belle azioni dei vari calciatori, spesso capita anche di vedere altro. Le telecamere in molte occasioni indugiano sui giocatori pronti a fare il loro ingresso sul rettangolo verde o che si fermano a bordo campo per bere o dissetarsi. Un'occasione in cui in molti notano un particolare: l'acqua ingerita dopo pochi secondi viene sputata senza ingoiarla. Ma perché? In tanti pensano che si tratti di un'abitudine spiacevole, ma in realtà c'è una spiegazione scientifica, e in questo caso legata alle prestazioni atletiche.
Un'indagine datata 2004 e portata avanti da alcuni ricercatori inglesi, ha portato alla luce una scoperta incredibile. Far sciacquare la bocca a un atleta con una soluzione di carboidrati e altre sostanze, può migliorare le loro prestazioni. Ma come? Semplicemente rinfrescando la bocca e successivamente sputare la soluzione ingerita. Fernando Mata, ricercatore biomedico presso l'Università di Cordova ed esperto in nutrizione sportiva, in una recente intervista ha confermato proprio questa tesi sottolineando come oggi stia diventando una pratica comune.

I risultati della ricerca portata avanti nel 2004
Chiaramente non tutti i calciatori ingeriscono una soluzione di sostanze create per migliorare le proprie prestazioni sportive: qualcuno semplicemente decide di sciacquarsi la bocca secca per via dello sforzo fisico profuso o per l'insorgere di problemi legati alla digestione. Mata spiega come questa ricerca abbia dato il via ad alcuni test medici per vedere cosa accade nei corpi degli atleti. È emerso che questi collutori erano in grado di attivare determinate aree del cervello strettamente collegate al comportamento motorio "e di migliorare le loro prestazioni atletiche".
Infatti, il ricercatore spagnolo spiega che quando un evento sportivo dura più di 45 minuti, il consumo di questi carboidrati può migliorare le prestazioni. Ingerire carboidrati infatti genera nel corpo la produzione di gustducina, una proteina G che assolve alle funzioni del gusto ed è formata da circa 150 cellule recettrici in associazione. Si tratta di un neurotrasmettitore che, a sua volta, viene rilevato dai neuroni che inviano le informazioni al tronco encefalico. Quando accade si attivano una serie di circuiti alimentari e sistemi di ricompensa cerebrali.

Vedere dunque i calciatori sputare acqua in campo dopo averla bevuta, non è sempre un'immagine disgustosa ma può essere associata proprio a questa ricerca. Diversi nutrizionisti di vari sport come il calcio hanno adottato questo metodo portando sul rettangolo verde queste soluzioni. "Questo consente una spinta o un piccolo miglioramento nelle loro prestazioni, permettendo agli atleti di migliorarsu nei minuti finali della partita". Chiaramente però non in tutti gli sport funziona. Il gruppo di ricerca infatti ha cercato di restringere il campo.
I test sui ciclisti con due differenti soluzioni
Diversi ciclisti infatti si sono sciacquati la bocca con glucosio o maltodestrina osservando che entrambe le sostanze erano in grado di attivare diverse regioni del cervello legate alla ricompensa, alla motivazione, allo sforzo percepito e alla regolazione motoria. Cosa che non è accaduta con i dolcificanti. "Coloro che si sciacquavano la bocca con glucosio o maltodestrina hanno migliorato le loro prestazioni rispetto a coloro che lo facevano con la saccarina". Mata conclude però dicendo che questa non è una soluzione definitiva per tutti gli sport e funziona solo in determinate circostanze.