Paolo Di Canio svela cosa accadde in spogliatoio dopo il suo gesto di fairplay: “Avevo paura”

Il 16 dicembre del 2000 si giocava Everton-West Ham, era un classico sabato pomeriggio di Premier League a Goodison Park. Una vittoria avrebbe portato gli Hammers sopra il Liverpool nella corsa per le posizioni che qualificavano alle coppe europee, la partita era tirata. Padroni di casa in vantaggio con Cadamerteri al 74′, ospiti in rete con Kanouté all'83' su assist di Paolo Di Canio. Quello stesso Di Canio che poco prima del 90′, col punteggio sempre fermo sull'1-1, fermò il pallone con le mani in piena area dell'Everton invece di provare a segnare nella porta sguarnita. Un gesto di sportività meraviglioso, visto che il portiere dei Blues Paul Gerrard era rimasto accasciato a terra infortunato qualche istante prima che spiovesse il cross in area.
Paolo Di Canio fu premiato dalla FIFA, i compagni del West Ham furono meno felici del suo gesto
Tutto il Goodison Park si alzò in piedi ad applaudire il gesto del calciatore italiano, una leggenda indimenticata al West Ham dove ha giocato per cinque anni, mentre gli avversari si complimentavano con lui. La FIFA gli assegnò poi il Premio Fairplay per quell'anno. Oggi il 56enne Di Canio racconta tuttavia che ben diversa fu l'accoglienza che gli riservarono in spogliatoio i compagni del West Ham, dopo che il match si concluse 1-1.
"Il mio carattere è basato sulla lealtà e sul rispetto delle persone, non farò mai qualcosa alle spalle che possa far perdere l'onore – premette Di Canio al Daily Mail – Quel momento era chiaro, la palla era davanti a Gerrard che ne aveva il controllo. Ho detto stop. Per me la partita si è fermata in quel momento. Abbiamo finito la partita e ho pensato di aver fatto qualcosa di buono e speciale, e i giocatori dell'Everton mi hanno stretto la mano per dirmi ben fatto. Sono stato l'ultimo ad entrare nello spogliatoio. ‘Vaffanculo, tu!', mi hanno detto. Ho chiesto cosa avevo fatto di sbagliato. ‘Dovevamo vincere la partita, ci servono punti!', hanno risposto. Ero sotto la doccia e avevo paura che qualcuno mi avrebbe aggredito…".

Del resto l'allenatore del West Ham Harry Redknapp qualche anno dopo avrebbe detto: "Ai giornalisti dissi subito ‘Sì, certo, meraviglioso, che gran giornata per il calcio', ma quando entrai negli spogliatoi volevo ucciderlo". Quanto ai compagni, Stuart ‘Psycho' Pearce disse al suo tecnico: "Tenetemelo lontano eh, altrimenti lo ammazzo, gli strappo via la testa".