Nesta: “Al Milan di Berlusconi sceglievi qualsiasi casa, poi i mobili che volevi. Pagavano tutto loro”

Alessandro Nesta oggi a quasi 50 anni sta provando a costruirsi una carriera da allenatore che magari possa riportarlo a quel Milan dove ha vinto tutto da calciatore durante le 10 stagioni in cui ha vestito la maglia rossonera. Nesta approdò al Milan nel 2002, a 26 anni, praticamente costretto a lasciare la sua adorata Lazio, che si avviava a collassare al crepuscolo dell'era Cragnotti (nel 2004 la società biancoceleste fu poi salvata dal fallimento da Claudio Lotito). Quello era il Milan di Silvio Berlusconi, ancora dominante a livello italiano ed europeo, una squadra fortissima che era supportata da una società che metteva i calciatori nelle migliori condizioni possibili per rendere al massimo in campo.
Alessandro Nesta e l'arrivo al Milan: un altro mondo
Il racconto fatto da Nesta all'ex compagno di nazionale Luca Toni su ‘Prime Video' restituisce gli echi lontani di quella grandeur: "Livello top mai visto, top. Io lo pensavo, ma non sapevo bene come fosse. Sono arrivato, cioè, ti pagano la casa. Tu puoi prendere qualsiasi casa vuoi in affitto e loro ti pagano l'affitto. Dopo, se è vuota, loro ti portano al mobilificio e ti comprano tutti i mobili che vuoi. Io detto a mia moglie: ‘Facciamo i romani, leva il tappeto, metti qua…'. Però è una follia. Ecco perché devi pensare soltanto a giocare".

Nesta confessa che lasciare la Lazio è stato durissimo e ha condizionato i suoi primi passi al Milan: "L'impatto all'inizio ho sofferto, che mi sono staccato dalla Lazio, ma dopo, quando ho capito dove ero arrivato e che club era, mi sono tirato su le maniche, che i primi 4 mesi ho fatto schifo. Prima partita a Modena, esordio mio col Milan, disastro, ho fatto ridere. Paolo mi ha dato una mano, poi m'aveva visto pure che il primo giorno che sono arrivato, mi sono affacciato lì all'Hotel Gallia, quando mi hanno presentato, avevo una faccia… Galliani mi ha detto: ‘Oh, qui devi sorridere'. Ma io ho detto: Dammi un giorno, dottore'. Perché ancora non ero pronto a staccarmi da Roma. Però poi dopo ho iniziato e sono stato fortunato, il primo anno abbiamo vinto la Champions…".
Un extraterrestre al suo fianco, Paolo Maldini: "Tutt'ora, quando lo vedo, mi mette in imbarazzo"
Ovviamente il Paolo summenzionato altri non è che Paolo Maldini (di 8 anni più grande di Nesta), che gli ha fatto da fratello maggiore al suo arrivo al Milan. Alessandro ha per Paolo una stima che diventa devozione mentre ne parla: "Per me è il più forte difensore in assoluto. Levando vabbè la qualità fisica, tecnica, ma proprio mentale, un martello. Anche quando faceva l'errore, perché poi sbagliava anche Paolo. Pochissimo, però quando sbagliava lui, non aveva proprio… non intaccava zero. Era sempre sul pezzo, parlava poco, ma nello spogliatoio, quando guardava… Per me è stato il migliore del calcio mondiale".

"La cosa più importante che mi ha insegnato è la mentalità – racconta Nesta – che io venivo da Roma con sandali e bermuda, col capello bello stirato. Poi arriva il Milan e lui mi ha insegnato come si stava al Milan. Perché al Milan, per il mio atteggiamento che avevo prima, perché per me sembrava tutto normale, lui mi ha detto: ‘Così no'. Lui aveva una forza, ragazzi, a 40 anni ancora andava come un treno. Quello lì è stato il più forte. Tutt'oggi, quando lo vedo, è l'unica persona che quando incontro, che poi ci ho fatto le vacanze insieme, mi mette in imbarazzo. Quando siamo così, faccia a faccia, mi mette in imbarazzo. Tu dici perché? Il perché non lo so, nel senso che è diverso". È Paolo Maldini.