Neres racconta la rapina a Napoli: “Mi sembrò assurdo, avevamo vinto. Mi chiesi cosa avevo fatto”

David Neres scalpita per tornare tra i titolari del Napoli dopo che il suo infortunio è coinciso col passaggio praticamente obbligato da parte di Conte al 3-5-2, con l'inserimento di Raspadori al fianco di Lukaku. Non è un caso che con l'addio di Kvaratskhelia e lo stop del brasiliano, la scintilla creativa nella squadra azzurra si è un po' spenta: "Contro il Milan spero di giocare, ma decide Conte, ovviamente – dice alla vigilia del match di domenica prossima – Chi vince lo scudetto? Il Napoli, why not? Non è facile ma di sicuro ci proveremo fino alla fine. Non possiamo mollare mica adesso. Queste ultime 9 partite sono decisive, adesso sì che è vietato fermarsi". Neres a Napoli ci sta benissimo, la rapina dello scorso 31 agosto è un lontano ricordo, anche se il retrogusto amaro gli è rimasto.
David Neres e la rapina dello scorso agosto: "Assurdo, i tifosi ci avevano applaudito"
"Basta leggere i giornali per sapere che accade ovunque – premette l'ex Benfica – Certo, mi sono spaventato, ero con mia moglie. Tornavo dallo stadio e mi è sembrato assurdo: avevamo vinto la partita, i tifosi ci avevano applaudito. Cosa ho fatto, mi chiesi…". Niente aveva fatto Neres, che quella sera di un sabato d'estate era entrato nel secondo tempo di Napoli-Parma, contribuendo a portare a casa la vittoria per 2-1.

Neres era rimasto vittima di criminali che lo tenevano puntato da tempo – come poi dimostrarono le intercettazioni che portarono all'arresto dei responsabili – per via della sua abitudine di indossare un preziosissimo orologio al polso. Fu proprio quel Patek Philippe, che avevano noto nelle foto postate sui social dal brasiliano, che gli sottrassero nel corso della drammatica rapina di ritorno dallo stadio Maradona. Finestrino del minivan rotto, pistola puntata all'addome: Neres consegnò senza indugi l'orologio, del valore di oltre 100mila euro, pensando in primis alla sicurezza sua e dei familiari che erano con lui.
Tutto alle spalle, adesso Neres è concentrato a fare bene sul campo, anche per riconquistare la nazionale brasiliana: "Se faccio il massimo nel club, ho chance di essere convocato. Napoli mi farà rientrare in nazionale – dice al ‘Corriere della Sera', raccontando poi il curioso aneddoto della sua prima chiamata da parte del CT Tite – Non gli risposi al telefono, perché all'Ajax venivo spesso aggiunto in gruppi WhatsApp con persone che non conoscevo. Ricevevo tante chiamate da numeri sconosciuti e, per abitudine, non rispondevo. Così mi sono perso quella telefonata. Trovai un messaggio: ‘Ehi, sono della Nazionale, ho provato a chiamarti'…".