Nanu Galderisi: “Una sera Berlusconi prese sotto braccio me e Donadoni: si sarebbe avverato tutto”

Giuseppe ‘Nanu' Galderisi non arrivava a un metro e 70 di altezza, ma faceva vedere i sorci verdi ai difensori: rapidissimo, scaltro, il ragazzo cresciuto delle giovanili della Juventus ha fatto la storia col Verona scudettato di Bagnoli all'inizio degli anni '80, ma in quello stesso decennio – quando il calcio italiano si avviava a dominare per un lungo periodo – ha vissuto l'inizio dell'epopea del Milan di Silvio Berlusconi. Nel febbraio del 1986 Berlusconi diventò proprietario del club rossonero, l'estate successiva Galderisi approdò al Milan lasciando il Verona e fu allora che capì con chi avrebbe avuto a che fare. C'è un episodio che Nanu non può dimenticare, in un giardino a Barcellona, assieme al presidentissimo e a Roberto Donadoni, anche lui approdato al Diavolo quello stesso anno.
Galderisi e Donadoni rapiti dal discorso di Berlusconi una sera a Barcellona: "Lo ascoltavamo incantati"
"Era l'estate del 1986, Berlusconi mi disse: ‘Se lei viene al Milan vinceremo tutto'. Aveva una visione, ha cambiato il calcio. Una sera, nel giardino di un albergo a Barcellona dove eravamo in tournée, prese sotto braccio me e Donadoni e per mezz'ora, camminando, parlò solo lui, ci spiegò perché e per come il Milan sarebbe diventata la squadra più forte del mondo. Noi ascoltavamo incantati. Devo dirlo: tutto quello che ci prefigurò poi si è avverato", ricorda Galderisi come fosse oggi.

Il bomber brevilineo nato a Salerno non avrebbe visto peraltro nulla di tutto ciò, ovvero gli Scudetti e le Coppe dei Campioni del leggendario Milan che avrebbe fatto la storia del calcio negli anni a venire, visto che alla fine di quella stagione (3 gol in 21 presenze) avrebbe lasciato i rossoneri per scendere in Serie B con la Lazio, con cui risalì subito in A, tornando poi al Verona, prima di consacrare la seconda parte della sua carriera quasi interamente al Padova, la squadra dove ha segnato più reti.

Nessun rimpianto da parte di Nanu per quello che sarebbe potuto essere e non è stato, in primis non continuare a far parte di quel mitico Milan: "Lo dico in tutta sincerità – spiega alla ‘Gazzetta dello Sport' – oggi, quando mi guardo indietro, penso che tutto quello che è successo, di bello e di brutto, ha avuto un senso e ha fatto di me l'uomo che sono. Certo, sarebbe potuta essere una bella storia, ma non la mia. La vita è strana.Quella al Milan fu una stagione storta, così Galliani mi diede in prestito alla Lazio. Quell'anno segnai un solo gol, ma i tifosi mi hanno sempre sostenuto. Ancora oggi l'affetto è tanto, significa che hanno apprezzato l'uomo. La mia seconda giovinezza al Padova? Basti dire che i tifosi mi hanno votato come giocatore del secolo. Dovevamo salire in A, ce l'abbiamo fatta".

Giuseppe Galderisi oggi a 62 anni: allenatore in attesa di panchina, ma è stipendiato
Oggi Galderisi a 62 anni è un allenatore momentaneamente disoccupato, ma del tutto sereno, visto che è anche a libro paga di chi lo ha esonerato per ultimo: "I miei 25 anni di panchina? Sono soddisfatto di quello che ho seminato, meno di quello che ho raccolto. Qualche stagione è andata male, sono subentrato spesso a campionato in corso, ma tutto è servito. Ora sono fermo ma sotto contratto con la Gelbison. Ho un ottimo rapporto con il presidente Maurizio Puglisi, che pure mi ha esonerato: ma così va il calcio, lo sappiamo. E faccio il tifo perché la Gelbison salga in Serie C".