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L’UEFA avrebbe manipolato il video del rigore di Alvarez, una perizia forense: “La palla non si è mossa”

La più grande associazione di tifosi dell’Atletico Madrid ha diffuso un comunicato in cui accusa l’UEFA di aver “manipolato” il video che aveva diffuso all’indomani del rigore annullato tra le polemiche a Julian Alvarez, episodio che era stato decisivo per il passaggio del turno del Real Madrid ai danni dei Colchoneros. Un’accuratissima perizia forense di 66 pagine “dimostra” che il filmato in questione “è stato modificato”.
A cura di Paolo Fiorenza
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La nota ufficiale che l'UEFA ha diffuso il giorno dopo la contestatissima conclusione ai rigori dell'ottavo di finale di Champions League tra Real Madrid e Atletico Madrid, per dimostrare l'assoluta conformità al regolamento della decisione presa dall'arbitro Marciniak, si appoggerebbe su un video taroccato: è questa la clamorosa conclusione cui è giunta una perizia commissionata dai tifosi dell'Atletico a uno studio di esperti forensi.

La massima organizzazione calcistica europea presieduta da Ceferin aveva pubblicato un filmato a suo dire risolutivo in cui in effetti si vedeva abbastanza chiaramente che Julian Alvarez colpiva due volte il pallone al momento di calciare il suo rigore nella sequenza decisiva, una fattispecie che aveva portato Marciniak ad annullare il penalty segnato dall'attaccante dell'Atletico, spianando la strada al passaggio del turno del Real in un mare di polemiche, fomentate dal Cholo Simeone. Ebbene, in base alla perizia forense commissionata dall'Unión Internacional de Peñas Atlético de Madrid, la più grande associazione di tifosi dei Colchoneros, il video diffuso dall'UEFA sarebbe "manipolato".

La perizia forense commissionata dai tifosi dell'Atletico Madrid: "Il video dell'UEFA è stato modificato"

Secondo il comunicato diffuso dall'associazione dei tifosi dell'Atletico Madrid alle ore 19:03 di questo venerdì, orario che coincide con l'anno di fondazione del club rojiblanco, il rapporto di 66 pagine degli esperti forensi "dimostra" che il video diffuso dalla UEFA 16 ore dopo il controverso derby "è stato modificato, il che solleva dubbi più che ragionevoli sulle intenzioni di coloro che potrebbero essere responsabili della manipolazione".

Nelle sue conclusioni altamente tecniche, il rapporto sostiene che vi era "un'incoerenza nei metadati, una struttura interna che non corrispondeva alle registrazioni della telecamera, alcune anomalie nell'analisi antropometrica, alcune alterazioni nella sequenza delle immagini, clonazione visiva in regioni specifiche e una completa assenza di contenuto audio".

Per questo motivo, l'organizzazione che rappresenta la maggioranza dei tifosi dell'Atletico definisce "cinico l'atteggiamento dell'UEFA nel distorcere i fatti a proprio piacimento, cercando di confondere i tifosi sostenendo che il giocatore ha toccato la palla due volte (fornendo il video modificato come prova), con la fallace argomentazione che ciò ha permesso di annullare il gol". Secondo i club associati dei tifosi, "la realtà, che hanno cercato di ignorare, è che la palla non si è mai mossa in modo netto, come espressamente richiesto dalle regole".

"L'UEFA dia spiegazioni pubbliche, fornendo il video e l'audio originali"

Per tutti questi motivi, l'associazione chiede all'UEFA di dare "spiegazioni pubbliche" per le accuse formulate nella perizia, "fornendo il video e l'audio originali e spiegando in modo trasparente le ragioni del montaggio del suddetto video, pubblicato quasi un giorno dopo l'ingiustificata annullamento del gol".

L'arbitro Marciniak indica che il rigore segnato da Alvarez è da annullare
L'arbitro Marciniak indica che il rigore segnato da Alvarez è da annullare

I club dei tifosi dei Colchoneros concludono che, "altrimenti, non ci sarà altra scelta che presumere la malafede dell'UEFA (e non solo un errore palese da parte dell'arbitro e dei responsabili della sala VAR) e, di conseguenza, che la competizione sia stata manomessa, dato che non è stato fatto alcun tentativo di riparare i danni mediante la ripetizione dei rigori".

Se le richieste non saranno accolte, l'Unione garantisce che continuerà a perseguire la questione fino a quando non sarà chiarita la verità su quanto accaduto e, a tal fine, non esiterà a ricorrere ai tribunali ordinari per difendere quelle che definisce "le sue legittime richieste".

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