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Longo: “In Grecia il calcio è lasciato andare, ma fai bella vita e con 15 euro mangia una famiglia”

Samuele Longo ha parlato della sua carriera da giramondo soffermandosi sulle sue esperienze nell’Inter e in Milan Futuro, e su quelle particolari all’estero.
A cura di Marco Beltrami
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Quella di Samuele Longo è stata una carriera da giramondo. Eppure le premesse del classe 1992 sembravano far pensare ad un possibile futuro importante in Italia, sopratutto dopo l’esordio in Serie A con l’Inter nel 2012. E invece poi dopo quell’esperienza è iniziato il suo lungo peregrinare che lo ha portato anche in Spagna, Olanda e Grecia. Longo che dopo una parentesi nel Milan Futuro, milita oggi nell'Antequera, ovvero nella terza divisione spagnola, si è raccontato spiegando anche i motivi delle sue scelte.

Longo e la mancata esplosione all'Inter

All'Inter sembravano essere pronte ad aprirsi per lui le porte del grande calcio. Si parlava di Longo come il possibile attaccante del futuro, eppure le cose non sono andate bene. Guardandosi indietro Samuele ai microfoni ha spiegato i motivi della mancata esplosione in nerazzurro in un'intervista a Tuttosport: "Non sono mai riuscito ad avere continuità. Non mi ha aiutato nemmeno ogni anno essere spostato quando non avrei voluto". Tantissimi i prestiti per il centravanti che ha comunque avuto la possibilità di lavorare in allenamento con i big dell'Inter: "Era bellissimo allenarsi con grandissimi campioni, ma il valore giusto di questa bellissima esperienza lo attribuisci più tardi, quando non sei più lì".

La breve parentesi di Samuele Longo con Milan Futuro

A Milano poi il calciatore è tornato proprio in questa stagione, per vestire però i colori del Milan Futuro, ovvero la seconda squadra rossonera. Anche qui Longo non è riuscito a lasciare il segno, con un'organizzazione interna non troppo gradita: "Le cose non sono state fatte al meglio. Ci sono ragazzi promettenti, di grosse capacità. Ma era difficile avere una continuità di lavoro, tanti scendevano con la Primavera, altri andavano con la prima squadra. A volte ci siamo trovati a fare la rifinitura in 7. Diciamo che in settimana il gruppo di lavoro non era ben chiaro. C’era troppo via vai, era difficile creare un gruppo, conoscersi bene. Tutto questo è inevitabile poi si rifletta sul campo. È sotto gli occhi di tutti come le cose non siano andate come speravo".

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Il ritorno in Spagna e le avventure in Grecia e Olanda

Ecco allora il ritorno in Spagna, non nel massimo campionato, ma con la volontà di restare a vivere lì dove si è trovato molto bene. In passato ha avuto la possibilità di giocare con Espanyol, Rayo, Girona, Tenerife, Huesca, Deportivo La Coruna.  D'altronde Longo ha spiegato come le sue migliori esperienze siano state proprio in Spagna. Nonostante si sia anche ritrovato a giocare in Olanda al Dordrecht e poi al Lamia in Grecia. Due avventure che lo hanno comunque segnato a giudicare dai suoi racconti:"Mi sono divertito parecchio, mai corso e lavorato così tanto come al Dordrecht. C’era un calcio ultra offensivo, con tanti giovani, bello e divertente. A livello di vita extracalcistica però non ci siamo trovati bene, è stata una sofferenza. Sono chiusi, rigidi, non abbiamo creato nessun gruppo o amicizia fuori dal campo, per mia moglie non è stato semplice".

Di tutt'altro tenore rispetto a quella olandese, la vita in Grecia: "Quella è stata una bella esperienza, anche se mi aspettavo di più in generale, perché era la Serie A. A livello di stadi e strutture, togliendo le top, tutto è lasciato un po’ andare, anche l’organizzazione non era il massimo. Se ti adatti in Grecia, fai la bella vita. Le persone si godono la compagnia e i momenti del giorno, in più è una nazione molto economica. Con 15 euro, ricordo perfettamente, cenava tutta la famiglia".

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