Lehmann arrestato in condizioni pietose: non riesce a soffiare per l’alcoltest e vomita due volte

Quando Jens Lehmann ha aperto il finestrino dell'auto l'agente di polizia ha percepito il tanfo di alcol promanato attraverso il suo alito. Parte da qui la ricostruzione della vicenda nella quale a settembre scorso è rimasto coinvolto l'ex portiere tedesco dell'Arsenal e di cui adesso si conoscono tutti i dettagli. Era al volante della sua auto quando, al rientro da una serata passata all'Oktoberfest di Monaco di Baviera, venne fermato dalle forze dell'ordine per un normale controllo. Una situazione divenuta spiacevole per le condizioni dell'ex calciatore raccolte e registrate dagli agenti e complessa per i risvolti giudiziari.
I dettagli dell'arresto: non si reggeva in piedi da solo
I particolari dell'arresto che avvenne intorno all'1.30 di notte spiegano bene quale fosse il livello di disagio dell'ex giocatore. I poliziotti stessi restarono impressionati: Lehmann scese dalla vettura a fatica, barcollando, in evidente stato confusionale tanto da non riuscire a esibire subito i documenti richiesti (patente e libretto), gli fu quasi impossibile mostrare triangolo di emergenza e kit di pronto soccorso, vomitò un paio di volte sul ciglio della strada. Era talmente alterato da doversi appoggiare alla macchina per restare in posizione eretta e non farcela nemmeno a soffiare nell'apparecchio elettronico per la rilevazione del tasso alcolemico.

Ecco perché gli agenti lo condussero nella più vicina stazione di polizia. Successivamente Lehmann si recò all'Istituto di medicina legale di Monaco di Baviera per le analisi del sangue. La vicenda si è poi chiusa poco tempo dopo con la condanna al pagamento di una multa di oltre 70 mila euro.
I precedenti guai giudiziari di Lehmann
Non è la prima volta che l'ex estremo difensore dell'Arsenal e della nazionale tedesca è finito sotto la lente della magistratura. In passato gli è già capitato di pagare le conseguenze delle sue azioni. Lehmann venne riconosciuto colpevole di danni procurati alla proprietà di terzi: colto da un raptus di nervosismo, si scagliò contro il garage del vicino impugnando una motosega.
Per quel gesto inconsulto gli fu inflitta una pena detentiva (ma beneficò della sospensione della condanna) e un'ammenda di ben 134 mila euro. Multa che l'ex calciatore evitò raggiungendo un accordo extra-giudiziale con il vicino: effetto dell'intesa sborsò meno della metà dell'importo contenuto nella sanzione (circa 60 mila euro) ed evitò di finire in cella.