Le voci dallo spogliatoio Juve su Thiago Motta: “Non sai mai cosa aspettarti, anche per la formazione”
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Che ci fosse bisogno di tempo per far partire un progetto tecnico completamente nuovo era chiaro a tutti all'inizio della stagione in casa Juventus, dopo che Thiago Motta aveva preso il posto di Massimiliano Allegri. E tuttavia – pur con tutta la pazienza possibile e a maggior ragione quando ci si chiama Juventus, dove "vincere è l'unica cosa che conta" – il tempo può diventare un concetto relativo. Qua non si parla di vincere, ma di centrare gli obiettivi minimi indicati nel Piano strategico per gli esercizi dal 2024/25 al 2026/27, tra cui c'era "la partecipazione agli ottavi di finale di Champions a partire dall'edizione 2024/2025" (valore 11 milioni di euro, a salire andando ulteriormente avanti nella competizione), traguardo fallito con l'inopinata eliminazione per mano del PSV. Ma nero su bianco c'era anche "un piazzamento finale nel campionato che consenta ogni anno di partecipare alla stessa Champions, fino alla stagione 2026/2027": un obiettivo che a questo punto diventa vitale per Thiago Motta, sul conto del quale non aiutano gli spifferi provenienti dallo spogliatoio bianconero.

Le voci che escono dallo spogliatoio della Juve su Thiago Motta: dubbi e incertezze
Voci riportate dal Corriere della Sera, che danno il senso di una gestione ondivaga, non certo di un timone tenuto con barra dritta, chiarezza di intenti e quelle certezze di cui i calciatori hanno bisogno: "Per certe intuizioni pensi possa essere il nuovo Guardiola" e "A volte non sai mai cosa aspettarti, anche per la formazione che farà giocare" sono dichiarazioni attribuite a giocatori della Juve. Parole che non per forza vanno intese in senso di sfiducia verso il 42enne italo-brasiliano, ma sicuramente rendono l'idea di una nave che procede a vista, senza riferimenti chiari e con i rischi che la rotta possa far sbattere contro un iceberg, ovvero provocare una battuta d'arresto dalle conseguenze nefaste per obiettivi, umori e casse societarie, un punto quest'ultimo che è particolarmente prioritario per la gestione societaria post Agnelli.

In spogliatoio c'è anche chi rimpiange Andrea Agnelli: una figura così non c'è più alla Juve
Già, Agnelli. Un cognome che è presente in un'altra voce che esce dallo spogliatoio della Continassa, che vorrebbe tanto essere rappresentato, protetto e garantito da una figura "alla Agnelli". Il fantasma di Andrea aleggia in primis tra rimpianti e sogni dei tifosi, che sui social non nascondono le invocazioni di un ritorno del presidente più vincente della storia juventina, laddove l'attuale presidente Gianluca Ferrero e l'AD Maurizio Scanavino non solo non sarebbero mossi dalla passione per i colori bianconeri, bensì da semplici motivazioni contabili, ma non ci mettono neanche la faccia quando le cose vanno male e ci sarebbe bisogno di quella figura di riferimento con spalle larghe quanto le sue responsabilità. Un ruolo cui Agnelli non si è mai sottratto, comunque si voglia giudicare l'ultima parte della sua presidenza alla Juve, non all'altezza – anche per le vicende extra campo – dei successi precedenti.