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La classe infinita di Zidane, a 51 anni fa ancora magie con il pallone: Bernabeu incantato

L’ex campione francese protagonista nella sfida tra le leggende del Real Madrid e del Porto giocata per beneficenza. “Forse ho lo stesso tocco, sì… è così. Peccato non abbia più la stessa forma”.
A cura di Maurizio De Santis
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Zinedine Zidane, 51 anni e non sentirli. Ha rimesso al piede le scarpette da calcio ed è tornato nel suo tempio, il Bernabeu, per giocare una partita a scopo di beneficenza tra le leggende del Real Madrid e del Porto. È stato spettacolo puro dell'uomo e del calciatore che ha una classe infinita nonostante l'età e la forma non sia le stesse di un tempo. Tocco di prima, colpi di tacco, pallone che gli resta incollato ai piedi come avesse un elastico invisibile, visione di gioco, cambi di passo e quel fiuto che è lo stesso di sempre.

Show assicurato per i tifosi blancos che sono accorsi allo stadio rispondendo presente alla chiamata del cuore: batte forte il corazon per l'ex campione francese e perché c'è una buona causa da onorare. Ovvero: raccogliere fondi da destinare alla lotta contro la SLA e alla sostenibilità di altri progetti di solidarietà che la Fondazione delle merengues ha messo in cantiere.

Zizou, Raul (protagonista con l'ex juventino di uno scambio tutto di prima nello spazio stretto di un fazzoletto), Roberto Carlos e le sue cannonate a effetto, Luis Figo e Steve McMananam sono alcuni dei calciatori che – complice la pausa dei campionati per gli impegni delle nazionali – si sono (ri)presi la scena su quello che una volta era il loro palcoscenico prediletto.

E poco importa che il risultato del campo abbia sorriso al Porto, che è riuscito a vincere grazie a una conclusione ravvicinata dell'ex nazionale slovacco, Marek Cech. L'esito della partita è passato in secondo piano, oscurato e messo da parte dalle movenze feline e dai giochi di prestigio da puro illusionista di Zidane. Il modo in cui tratta la palla non è cambiato: stesso tocco vellutato, impreziosito dal controllo telecomandato della sfera.

È lui, Zizou: il campione del mondo con la Francia, il talento che arrivato dalla Juve ha fatto in tempo a sollevare al cielo la Champions e ad accomodarsi sul trono (calcistico) della Liga spagnola. È lui, Zizou, vincente anche da allenatore sempre sotto le insegne delle merengues. In due differenti periodi al Real Madrid ha messo in bacheca tre Champions League e due titoli in campionato prima di chiudere la sua esperienza nel 2021.

Zidane sorride, applaude, saluta. Poi si accomoda in panchina e tira il fiato godendosi la standing ovation che gli viene tributata dalla splendida cornice di pubblico. C'è chi dice che, forse, potrebbe essere il prossimo tecnico del Manchester United. Ma questo è un solo un dettaglio nella giornata interamente dedicata ai blancos.

"Forse ho lo stesso tocco, sì… è così – dice Zidane con ironia mentre viene intervistato dal canale del Real – ma non mi muovo più nello stesso modo. Non ho più la stessa forma di una volta, questo è sicuro. E penso anche che i giocatori del Porto siano quasi tutti 10 anni più giovani".

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