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La bomba di Gigi Maifredi: “Pep Guardiola sarà il nuovo allenatore della Juventus”

L’ex tecnico riflette sull’esonero di Thiago Motta e sulle differenze con la sua esperienza poi si lascia andare a una previsione clamorosa sul futuro dei bianconeri.
A cura di Maurizio De Santis
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Maifredi, Thiago Motta. Due nomi che nella storia della Juventus sono come gli iceberg che hanno causato i più grandi e clamorosi naufragi nella storia recente del club bianconero. Ce n'è anche un terzo, Pep Guardiola, che avrebbe l'effetto di un elettroshock per un ambiente stordito, confuso e infelice. Gigi la butta lì, smarcandosi da un paragone scomodo e facendo da aruspice che legge il futuro consultando le viscere della vittima sacrificale. Prima lui poi l'ex calciatore di Barcellona e Inter.

Due allenatori legati da un comune denominatore: entrambi ex Bologna, entrambi licenziati perché le cose sono andate male/malissimo rispetto alle attese, alle ambizioni, agli investimenti, a ciò che doveva essere (il bel gioco) e ciò che è stato veramente (un flop totale). "Ma c'è una differenza – spiega Maifredi -. Lui è stato chiamato da John Elkann e Giuntoli per migliorare il gioco, io dovevo smembrare il passato e imporre il nuovo corso con la zona contro gioco all’italiana".

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Allora (Anni Novanta) come oggi si è passati da vincere è l'unica cosa che conta a obiettivi minimi: nella condizione attuale, il quarto posto Champions per salvare stagione e conti. "A Thiago è successa la stessa cosa: è arrivato a Torino credendo di essere un dio in terra, ha sbattuto la faccia contro lo spogliatoio, contro quei calciatori che non pupi trattare come fossi ancora a Bologna. E contro Giuntoli che non lo ha certo aiutato così come già non aveva aiutato Allegri". In sintesi: non si è dimostrato il dirigente all'altezza del ruolo e della situazione.

La riflessione successiva di Maifredi spiega perché il disastro di quest'anno è ascrivibile anche al direttore sportivo che a Napoli s'era fatto le ossa e un curriculum interessanti mentre a Torino ha deluso la proprietà e dilapidato il bonus di fiducia accordatogli nel consegnargli le chiavi di casa. "Ha lasciato affondare Motta –  ha dichiarato l'ex tecnico nell'intervista al quotidiano Libero -. Gli sarebbe stata utile una figura come Luciano Moggi nelle scelte di mercato e non solo… perché oltre a lui c'erano un manager come Giraudo e un consigliere come Bettega. Giuntoli, invece, ha voluto fare tutto da solo".

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Come può uscire la Juve dal collo di bottiglia nel quale è rimasta incastrata? Molto dipende dall'esito della Serie A e dal piazzamento in campionato. In buona sostanza o Exor irrora (ancora) coi soldi le casse oppure avvia un piano di cessioni e dimensionamento di capitali che sarebbe devastante. Ma c'è una terza via, che passa attraverso un nome altisonante per il rilancio. "Tudor è solo un traghettatore. Il colpo grosso che la Juve ha in mente è Guardiola (nome spuntato anche in passato prima dell'arrivo di Maurizio Sarri, altro ex Napoli giunto in bianconero via Chelsea, ndr)".

E fa niente che sia legato al Manchester City da un contratto fino al 2027. Per Maifredi è un dettaglio che si può aggirare. "Pep è il migliore di tutti e sono convinto abbia voglia di venire qui da noi. La Serie A è l'unico campionato che non ha ancora vinto dopo Liga, Bundesliga, Premier League".

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