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Il Tar riapre San Siro ai tifosi del Lecce, ma gli ultrà disertano lo stadio: “È una presa in giro”

Inter-Lecce di domenica 5 marzo non vedrà nel settore ospiti la parte più calda del tifo salentino che ha comunicato di non partecipare alla trasferta milanese a causa di una “tempistica subdola e non casuale di uno ‘sblocco’ tardivo” che “pesa come una trasferta vietata con congruo anticipo”
A cura di Alessio Pediglieri
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Dura presa di posizione della pancia più calda del tifo del Lecce che ha deciso di disertare in massa la trasferta di San Siro, per la gara con l'Inter in programma domenica alle 18:00 di domenica 5 marzo. Dopo il primo stop da parte del Prefetto a causa degli scontri avvenuti in occasione di Atalanta-Lecce tra le due tifoserie rivali, nello scorso 19 febbraio, il Tar aveva rigettato il divieto ritenendolo incongruo. Ma a fronte di un via libera arrivato a poche ore dal match, gli ultrà salentini hanno reagito con un duro comunicato e il rifiuto di affrontare il viaggio per Milano.

A farne le spese di certo è la squadra allenata da Baroni che sta affrontando al meglio il proprio campionato da neopromossa: 6 vittorie, 9 pareggi e altrettante sconfitte e +10 punti dalla zona retrocessione. Con alcuni risultati di valore e di fiducia che hanno permesso di individuare nei giallorossi, al pari del Monza di Palladino, una tra le sorprese più gradite in stagione. Ma senza tifosi al seguito a San Siro e con la zona riservata ai tifosi ospiti vuota, mancherà il caloroso supporto dei propri ultrà che sempre non hanno mai mancato di mostrate il proprio affetto ai giocatori.

Dunque, l'appello del presidente del Lecce rischia in parte già di cadere nel vuoto: "Oggi il Tar dà a tutti una opportunità, quella di vivere una trasferta bella e importante come quella di San Siro in maniera libera, senza restrizioni. Questa la considero una opportunità meritata, che va colta a tutti i costi. Ci saranno tifosi del Lecce sparsi in tutti i settori dello stadio, e non solo nel settore ospiti. Un'occasione da cogliere comportandoci in maniera corretta e stando vicini alla squadra con numeri da grande club fuori casa"

Eppure la Cruva non ci sarà. La colpa è stata della burocrazia, ma non solo perché gli ultrà del Lecce hanno puntato il proprio dito indice su una articolazione dei fatti che potrebbe anche nascondere l'artificio di aver impedito comunque la trasferta di Milano, pur riavendola permessa all'ultimo: "Siamo abituati ai divieti ma non accettiamo le prese in giro, consapevoli che, in casi come questo, la tempistica subdola e non casuale di uno ‘sblocco’ tardivo pesa come una trasferta vietata con congruo anticipo" si legge nel comunicato ultrà.

Il motivo è spiegato ancora nella nota della curva leccese: "La riapertura avvenuta di fatto sabato, a poche ore dall’evento, può far felice chi aveva con largo anticipo prenotato voli e alberghi, non di certo gli ultras che devono organizzarsi e noleggiare i mezzi per raggiungere Milano". Il riferimento è al via vai di carte bollate che è nato a seguito del primo divieto prefettizio di volere i tifosi giallorossi a San Siro. Davanti alla richiesta della Prefettura milanese e al ricorso della società salentina, il Tar lombardo aveva ritenuto "incongruo" lo stop che faceva degli scontri in Atalanta-Lecce il motivo di divieto della trasferta per la gara con l'Inter.

Poi, però la prefettura si era opposta ancora, fino all'ultima conferma del Tar: la trasferta è fattibile con motivazioni che hanno fatto considerare la decisione della Prefettura unicamente quale "sostanziale e celato intento punitivo realizzato secondo canoni non conformi alle regole e comunque espressione di sviamento". Ma alla fine è proprio il Prefetto ad aver ottenuto ciò che voleva: la non presenza dei tifosi leccesi a San Siro.

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