Il segreto del terzo gol dell’Argentina alla Croazia arriva dal futuro: Messi lo aveva già visto
Lionel Messi lo aveva già visto. Sapeva come si sarebbe comportato quel ‘cagnaccio' di Gvardiol che era lì, accanto a lui, pronto a mordergli le caviglie pur di bloccarlo. Sapeva dove e come si sarebbe sviluppata l'azione. Nella sua testa c'era tracciato il corridoio giusto nel quale infilarsi e sgattaiolare via assieme alla palla.
Non era questione d'intuito né di sfera di cristallo che tutto predice. La giocata che ha schiantato la Croazia, messa in ginocchio dalla classe del campione e dal gol del 3-0, arriva dal futuro, da quella dimensione spazio-tempo che solo gli dei del calcio percorrono anticipando il presente.
Quando la Pulce raccoglie la sfera rimpallata da Julian Alvarez è già passato: non è un bisticcio di parole, perché in quell'istante in cui tutto va com'è scritto il ‘dieci' della Seleccion null'altro fa che muoversi nella direzione propizia e mostrare quello che è invisibile a ‘occhi umani'.
Un video inedito di quel frangente della semifinale tra Argentina e Croazia rivela come, anche quando sembri che cammini e sia fermo, il fuoriclasse sudamericano sia invece nel pieno del gioco, sappia indirizzare la manovra, suggerire ai compagni la cosa giusta da fare. Al resto ci pensa lui: dategli la palla e la trasformerà nella sfera del drago. Solo lui sa come maneggiarla con cura, solo lui ne ha il controllo e la telecomanda sui piedi del giovane attaccante. Buttarla dentro è un segno di pace.
Il filmato condiviso sui social dal giornalista argentino, Juan Arango, racconta fotogramma per fotogramma cosa è successo in quei momenti cruciali quando, a mezzora dalla fine dell'incontro (recupero compreso) l'Albiceleste ha messo in tasca la certezza della qualificazione.
"Il Kun Aguero – afferma il reporter – ha spiegato su Arg Tv come Messi abbia ordinato ai compagni di squadra di muoversi". Gli sono bastati un cenno con il braccio e uno sguardo d'intesa perché capissero la posizione da assumere e quale fosse il modo migliore per muoversi in modo che lui potesse ricevere palla. "Il passaggio corto ai suoi piedi è il segreto". Fondamentale è la collaborazione di Julian Alvarez che va a sistemarsi laddove Messi gli ha indicato.
Basta scorrere le immagini e il piano diabolico prende forma: l'ex Barça si piazza nei pressi della linea laterale mentre l'attaccante si avvicina un po' di più a lui facendo da blocco rispetto a un altro calciatore della Croazia e agendo da sponda. Funziona tutto come da programma, ma questo Lio lo sapeva già… quando muove leggermente il braccio sta manifestando una profezia. Non resta che credergli, effettuare il passaggio lungo e lasciare che il destino si compia.
Gvardiol è caduto in una trappola ma non lo sa. Lì, sulla corsia di destra della Seleccion, si consumerà un piccolo miracolo: Messi riceve palla, l'aggancia al piede, lo porta a spasso e lo sfianca poi gli dà il colpo di grazia con un dribbling che è al tempo stesso acrobazia atletica e prodezza tecnica. Alvarez, che a seguito l'azione, è in mezzo all'area e aspetta che la sfera gli arrivi sui piedi. Basta spingere c'è scritto sopra. Lio lo aveva scritto mentre tornava dal futuro. Sa già anche come finirà contro la Francia?