De Zerbi racconta il caos a Marsiglia: “Mia madre mi chiede cosa è successo, mi sento un criminale”

Roberto De Zerbi è al centro della polemica in Francia ma non basterà questo per mettere fine la sua avventura al Marsiglia. Dopo l'ultima sconfitta in campionato ha rischiato l'ammutinamento dopo aver detto ai suoi giocatori che non li avrebbe allenati in tono di sfida: la squadra gli si è scagliata contro ed è servito l'intervento di Benatia per evitare una frattura definitiva. Le acque attorno all'OM sono molto agitate e la posizione dell'allenatore è in forte rischio, ma in conferenza stampa ha deciso di non nascondersi e di affrontare la situazione di petto.
Domenica la sua squadra affronterà il Tolosa e l'italiano ha raccontato cosa è accaduto negli ultimi giorni. Le ricostruzioni dei media francesi ci hanno restituito delle sedute di allenamento molto travagliate e De Zerbi ha confermato di aver modificato la solita routine per qualche giorno, costringendo la sua squadra a scendere in campo alle 5 del mattino per cercare una soluzione e concludere il campionato nel migliore dei modi. Ma i suoi metodi hanno scatenato diverse polemiche che lo hanno colpito anche a livello personale.
De Zerbi fa chiarezza sulla crisi del Marsiglia
L'ammutinamento sfiorato sembra essere alle spalle e l'allenatore sa benissimo chi ha spifferato tutto. Ma è vero che all'interno del Marsiglia qualcosa si è rotto e per sistemare la situazione De Zerbi ha adottato dei metodi non proprio tradizionali nelle ultime settimane: "Abbiamo dovuto interrompere la routine. Dopo le partite contro Lens e Auxerre, mentre eravamo in ritiro, ci siamo allenati alle 5 del mattino per tre giorni consecutivi. Non si trattava di una punizione, ma so come si comporta un allenatore in queste situazioni".
Non è bastato questo per tornare alla vittoria e De Zerbi non si aspettava che la sua squadra avesse un crollo così vertiginoso. Poi ha parlato delle polemiche che sono trapelate stamattina e delle critiche feroci che gli sono state rivolte che hanno allarmato perfino sua madre: "Sapevo che queste cose sarebbero uscite e probabilmente so anche chi le ha messe in giro, conosco le fonti. Se avessi voluto evitarlo, avrei potuto agire in modo più tradizionale, senza correre alcun rischio. Ma ho scelto di espormi, consapevole del rischio che corro. E poi, mia madre mi chiama al telefono e mi chiede cosa è successo, e io mi sento come se fossi un criminale, un delinquente".