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Cosa sta succedendo al Milan di Pioli: riunione negli spogliatoi per le decisioni anti-crisi

Lo stato di crisi all’interno del Milan è stato ufficializzato dall’umiliante k.o. subito contro il Sassuolo. Da quando si è tornati a giocare dopo la sosta, in 3 settimane i rossoneri hanno perso quasi tutto: Coppa Italia, Supercoppa e sfida Scudetto. E la dirigenza si è già riunita prima che la situazione da delicata si trasformi in irrecuperabile.
A cura di Alessio Pediglieri
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Da quando è ripartito il campionato, post pausa invernale e per i Mondiali, il Milan non è quasi mai sceso in campo. Una fotocopia sbiadita e rovinata della buona squadra che fino a inizio novembre sembrava riuscire a tenere testa alla straripante potenza espressa dal Napoli. Soltanto i rossoneri, sulla scia dello scudetto dell'anno passato, apparivano i soli a poter mettere in difficoltà Spalletti, ponendosi come alternativa reale. E invece, in sole tre settimane tutto si è frantumato compromettendo la stagione e aprendo ufficialmente lo stato di crisi che ha richiesto un summit immediato nel post crollo col Sassuolo.

Una sola vittoria (con la Salernitana) e due pareggi (con Roma e Lecce) e ben 4 sconfitte che sono costate l'eliminazione in Coppa Italia e la Supercoppa Italiana. Oltre all'ufficiale autoesclusione dalla corsa tricolore come ha dovuto ammettere amaramente lo stesso Stefano Pioli dopo la manita subita a San Siro dal Sassuolo. Un ridimensionamento tanto improvviso quanto drastico, che ha fatto sbattere il viso con la durissima realtà ai tifosi che adesso pretendono una immediata reazione sia dentro sia fuori il campo.

Mani sul volto e sguardo perso: il Milan dopo il 5-2 subito a San Siro con il Sassuolo
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Una crisi che ha però origini lontane e che era stata posta da parte davanti ai risultati fin qui comunque più che positivi di un gruppo che rispetto alla scorsa stagione era cambiato poco o nulla, ricevendo fiducia del tecnico e della dirigenza che non ha operato granché se non per alcuni inserimenti più in divenire che nell'immediato – con Origi in avanti e De Ketelaere su tutti. Una scelta ribadita nella sessione invernale con Massara e Maldini che hanno sempre sostenuto di non dover mettere mano sulla rosa a disposizione di Stefano Pioli. Che oggi paga una mancanza di alternative tattico-tecniche che iniziano a preoccupare e che, ad una manciata di giorni dalla conclusione del mercato, non darà alcun cambiamento.

Una crisi che è stata certificata anche dalla mancanza di leadership e personalità all'interno del gruppo squadra che non ha più ritrovato lo scoglio giusto su cui ancorarsi nel momento della tempesta. L'ossatura dei giocatori più rappresentativi è venuta meno, con l'assenza (che ancora oggi non ha una fine) di Maignan in porta, di Tomori, Teho Hernandez e Kjaer in difesa, di Tonali a centrocampo e di Giroud in avanti. Il francese ci ha provato ma è stato lasciato solo, con l'ennesimo mancato salto di qualità di Leao – oramai troppo incostante per poter prendere per mano i compagni, la delusione De Ketelaere e l'insufficiente (nel lungo tempo) spinta emotiva di Ibrahimovic destinato al bordo  campo.

Theo Hernandez sconsolato, anche contro il Sassuolo una prestazione insufficiente dell'esterno francese
Theo Hernandez sconsolato, anche contro il Sassuolo una prestazione insufficiente dell'esterno francese

Tutti elementi che hanno contribuito e stanno contribuendo all'involuzione di un progetto che sembrava poter e voler crescere ancora ma che si è arenato anche davanti all'empasse dirigenziale che non sta più comprendendo quali passi percorrere per evitare di raccogliere ulteriori cocci. La linea dura – attuata dopo PSV-Milan e Milan-Torino – non ha sortito effetti e non verrà riproposta. Dunque, niente ritiro punitivo, ma una profonda riflessione che è già cominciata subito dopo la partita contro il Sassuolo: al termine della gara c'è stato un lungo faccia a faccia fra Paolo Maldini, Ricky Massara e Giorgio Furlani per analizzare la situazione complicata. Così come era già capitato recentemente, senza sortire l'effetto sperato. E che adesso dovrà portare ad una immediata inversione di tendenza, perché la situazione potrebbe trasformarsi da delicata a drammatica, con il derby alle porte.

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