Cosa fa Michele Paramatti oggi: “Sono ricchissimo… di tempo libero, la ricchezza più grande”
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La parabola di Michele Paramatti calciatore è stata davvero particolare, visto che il difensore – che poi avrebbe vinto lo Scudetto con la Juventus – si è trovato disoccupato addirittura a 27 anni, quando la carriera di un giocatore dovrebbe essere al top. Dopo tante stagioni nella SPAL, nell'estate del 1995 il terzino rimase senza club, allenandosi con la squadra che all'epoca teneva ‘caldi' gli svincolati in vista di una chiamata, ovvero l'Equipe Romagna. Fu tuttavia ripescato dal Bologna di Ulivieri e con la squadra rossoblù si affermò, al punto da meritarsi la chiamata della Juve nel 2000 a 32 anni, coronando la sua carriera col tricolore vinto dalla squadra allenata da Marcello Lippi nel 2002. Oggi a 56 anni Paramatti si gode quanto guadagnato da calciatore e oculatamente messo a frutto.

Michele Paramatti oggi: "Quando ho smesso ho fatto un po' di investimenti immobiliari e ora li gestisco"
"Sono ricchissimo… di tempo libero, però – Paramatti dice ridendo alla Gazzetta dello Sport – E guardi, il tempo è la ricchezza più grande. Quando ho smesso ho fatto un po' di investimenti immobiliari e ora li gestisco. Pensi che in TV il calcio non mi entusiasma più. Vedo ‘sti ragazzi che giocano, ma ho la sensazione che potrebbero fare qualsiasi altra cosa. E mi chiedo: ma ce l'hanno la passione? Ce l'hanno il fuoco dentro?".
Se la Juventus rappresenta la gloria dello Scudetto – da panchinaro, nella stagione del tricolore (2001/02) scese in campo 10 volte in campionato – il Bologna è la piazza che lo esaltò, al punto da far coniare il celebre coro "gioca bene, gioca male, Paramatti in Nazionale". Una chiamata in azzurro che peraltro non arrivò mai. Ma parlare di Bologna con Michele significa illuminargli l'anima: "Tenacia e perseveranza contano, conta tutto, ma più di tutto conta qualcuno che abbia fiducia in te. Nell'estate del 1995 Ulivieri e il direttore sportivo Oriali mi vollero a Bologna. E lì cambiò la mia vita".
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Lo Scudetto con la Juventus: "Sapevo che avrei fatto il jolly, mi andava bene"
Bologna fu il trampolino per la Juventus: "Mi volle Ancelotti. Cercava un difensore utile nelle rotazioni. E che sapesse fare gol. Sono il difensore che ha segnato di più nella storia del Bologna: tra campionato e coppe 20 gol in 5 stagioni. Alla Juve mi fecero un contratto triennale, sapevo che avrei fatto il jolly, mi andava bene. Ancelotti aveva già una grande qualità: entrava nelle teste dei giocatori. Dopo di lui arrivò Lippi con cui ho vinto lo Scudetto, quello del 5 maggio con l'Inter che cadde all'Olimpico contro la Lazio e noi che vincemmo a Udine: ci avevamo creduto fino alla fine, fu una soddisfazione enorme".

L'urlo bestiale con Del Piero dopo un gol in Champions League
Il ricordo di Alex Del Piero incrocia passato e presente di Paramatti: "Ricordo la sua esultanza rabbiosa dopo un gol in Champions, veniva da un periodo di critiche feroci, doveva sfogarsi. Mi avvicinai per abbracciarlo. Lui urlava la sua rabbia e io, di rimando, urlavo ancora più forte: nessuno voleva smettere. Con Ale abbiamo cominciato a giocare a golf insieme. Posso dirlo? Sono diventato più bravo io, ho 2.6 di handicap. Uno forte a golf è Zola, ma il migliore è Boghossian, il francese ex Parma: potrebbe giocare con i professionisti".