Coronavirus in Germania, la Bundesliga non si ferma: “Dobbiamo finire il campionato”
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L'emergenza Coronavirus, che sta interessando da vicino l'Italia e tutti i suoi comparti – compreso il mondo del calcio -, sta cominciando a diventare un tema di grande rilevanza, con relativi effetti sul mondo dello sport, anche in altre nazioni. In Germania si sono registrati finora poco più di 1000 contagi, ma sono inevitabilmente bastati per portare il tema del Coronavirus all'attenzione delle autorità competenti.
Il ministro dello sport, Jens Spahn, nella giornata di oggi è intervenuto sul tema raccomandando la sospensione di tutti gli eventi con presenza di pubblico superiore alle 1000 unità. Quello che sembra il primo passo verso una serie di misure sempre più restrittive anche in Germania, sulla scia di quelle che sono state adottate in Italia, non è stato però recepito dalla Bundesliga, la Lega Serie A tedesca.
I vertici del campionato tedesco hanno ufficializzato la propria posizione attraverso una nota piuttosto perentoria nei toni: per ora, di fermare il calcio in Germania, non se ne parla.
"La salute della popolazione e quindi di tutti gli appassionati di calcio rappresenta una priorità assoluta. […] Naturalmente, i club della Bundesliga e della 2. Bundesliga continueranno a coordinarsi da vicino con le autorità responsabili per quanto riguarda il programma delle prossime partite. Allo stesso tempo, non c'è dubbio che la stagione debba continuare a giocarsi fino a metà maggio, per determinare promozioni, retrocessioni e squadre qualificate alle competizioni internazionali. Questo è l'unico modo per i club e la federazione di pianificare con certezza la prossima stagione, nonostante le circostanze difficili".
In Germania, a differenza delle porte chiuse adottate in Italia, si sta continuando a giocare senza alcun tipo di precauzione: in occasione di Bayern-Ausburg, giocata oggi a Monaco di Baviera, erano presenti sugli spalti circa 60mila spettatori.