Coronavirus, il Milan scende in campo: Ibra e compagni donano un giorno del loro stipendio
Colpita pesantemente dall'emergenza Coronavirus, la Lombardia sportiva si è già messa in moto per supportare economicamente tutti gli ospedali e le strutture che stanno cercando di curare i pazienti infetti e vincere la battaglia contro il virus. Dopo le iniziative dei due club milanesi, che hanno rispettivamente donato 100mila euro all'ospedale Sacco di Milano e 250mila euro alla Azienda Regionale Emergenza, anche giocatori e tifosi si sono mobilitati con azioni analoghe.
Nelle prossime ore verrà infatti resa ufficiale la decisione dei giocatori del Milan, che di fronte all'emergenza hanno deciso di devolvere un giorno del loro stipendio ad alcuni centri sanitari del capoluogo meneghino. La frangia più calda della tifoseria rossonera ha inoltre scelto di ‘girare' i rimborsi dei biglietti/abbonamenti della partita contro il Genoa, ed eventuali altre donazioni spontanee, alla stessa AREU alla quale è andato il versamento fatto dal club di via Aldo Rossi. La Curva Nord dell'Inter, ha invece lanciato una raccolta fondi attraverso l’associazione no profit We Are Milano, in favore dell'Ospedale Sacco di Milano.
La donazione dei tifosi della Dea e quella di Giorgio Armani
Un'iniziativa simile è stata presa anche dagli ultrà dell'Atalanta. Impossibilitati dal seguire Papu Gomez e compagni a Valencia, e tornati in possesso dei soldi dei biglietti acquistati, i tifosi della Curva Nord del Gewiss Stadium hanno infatti scelto di devolvere il rimborso all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Oltre al mondo del calcio, anche quello del basket milanese si è mosso con decisione per aiutare in maniera concreta medici e infermieri.
Il patron dell'Olimpia, Giorgio Armani, ha infatti donato più di un milione di euro per sostenere gli ospedali milanesi e non che stanno combattendo la battaglia contro il Coronavirus: il Luigi Sacco, il San Raffaele, lo IEO a Milano e l’Istituto Lazzaro Spallanzani a Roma. Un'importante donazione che servirà per acquistare quei macchinari fondamentali per curare i pazienti più gravi, ricoverati in terapia intensiva in tutte queste strutture.