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Conte spiega ai calciatori del Napoli come si fa: “Avanti, tutti insieme… ruba! ruba!”

I suggerimenti del tecnico, soprattutto quelli più scaltri sulle punizioni, non passano inosservati. È anche questo il modo peculiare in cui Conte vive le partite e fa sentire la sua presenza in campo.
A cura di Maurizio De Santis
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Alessandro è Buongiorno. Al difensore e ai compagni in barriera Antonio Conte trasmette la giusta dose di malizia, quel pizzico di "cazzimma" direbbero a Napoli, da far valere con cinica scaltrezza quando la partita lo richiede. "Ruba… ruba…", suggerisce il tecnico dalla panchina. Lo urla ai calciatori in quelle fase concitate per il calcio di punizione che il Milan si trova a battere nei pressi dell'area di rigore azzurra. Si riferisce ai passi, alla posizione, alla furbizia che pure serve in situazioni di quel tipo per rendere la vita difficile all'avversario al netto del regolamento e delle indicazioni del direttore di gara.

I suggerimenti su come sistemare la barriera con furbizia

L'obiettivo delle telecamere di Dazn è focalizzato sulle reazioni dell'allenatore salentino e sul modo che ha di vivere la partita, nel bene e nel male. Bordocam ribadisce quanto la sua presenza si faccia sentire. Se potesse, Conte scenderebbe direttamente in campo per mostrare loro – quasi fosse una sessione di allenamento – come si fa. E allora insiste: "Ruba qualche passo… tutti insieme. Alessandro, tutti insieme… avanti! avanti!" e mima cosa fare usando le mani, mostrando la postura migliore così da spostarsi, piano piano, un po' più avanti senza che l'arbitro se ne accorga.

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Fa parte dei trucchi del mestiere, dell'esperienza, del pragmatismo ma non è giocare sporco: anche questo fa parte della capacità di leggere il momento e interpretarlo nella maniera giusta. È come spazzare la palla senza fare troppi complimenti, invece di perdersi in passaggi rischiosi, per sbrogliare situazioni pericolose oppure tenerla in maniera furba tra i piedi, lontano dalla propria area, quando serve che i minuti scorrano via senza colpo ferire. E anche per questa ragione, oltre all'indole da trincea che non tollera vezzi, che Conte interviene subito quando si accorge che il Napoli inizia a compiacersi del proprio gioco fino a diventare lezioso.

Conte sbotta, non vuole inutili leziosismo: "Giochiamo bene!"

Un colpo di tacco di Politano (che tenta di innescare la giocata di Neres) gli fa drizzare le antenne e sottolinea il fastidio che prova rivolgendosi verso lo staff in panchina. Poi vede Anguissa dalle sue parti e gli passa la notizia senza giri di parole. "Basta fare queste minchiate! Dobbiamo continuare a giocare". Non c'è bisogno che gli parli in inglese… il centrocampista ha capito benissimo qual è il senso di quelle parole. "Dobbiamo giocare bene!". Roger, messaggio ricevuto e lo passa al resto della squadra: concentrazione massima sempre, concretezza sì e niente leggerezza.

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Il pressing tattico spiegato a Lukaku: "Vagli proprio addosso"

Nel corredo accessorio di passione ed emozioni profuse dal tecnico ci sono anche i ‘consigli' tattici che dà a Lukaku, il cui lavoro là davanti è fondamentale anche per agevolare controllo dell'avversario e della partita. Conte invita il belga a effettuare un pressing costante sull'uomo. Su chi? Si riferisce al centrale difensivo rossonero, Pavlovic. "Romelu, vagli sopra, addosso, vagli proprio addosso… ma non chiudere il passaggio!". Cosa vuol dire? È presto spiegato. "Piuttosto va dal portiere", l'obiettivo è proprio questo: impedirgli di ragionare e avviare la costruzione dell'azione, costringendo l'avversario al lancio lungo oppure al retropassaggio verso Maignan. Finisce 2-1, il Napoli resta in corsa scudetto.

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