Calzona rivive l’arrivo a Napoli: “Sono nel traffico in tangenziale, abbasso il finestrino e urlo”
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Francesco Calzona non si sarebbe mai aspettato di sedere sulla panchina del Napoli, nel momento più delicato in assoluto della squadra Campione d'Italia. E di sicuro non avrebbe mai creduto di fare l'esordio come allenatore in un ottavo di Champions League, per giunta contro il Barcellona: dal mese di febbraio è lui il prescelto da De Laurentiis come traghettatore azzurro, il terzo in questa sfortunata stagione. Tutto è avvenuto in fretta e l'ex secondo di Sarri e Spalletti è stato catapultato in questa realtà in uno schiocco di dita.
Tutto è partito da una telefonata improvvisa, ricevuta mentre si trovava in Calabria in un periodo di spacco dal suo lavoro come commissario tecnico della Slovacchia. Squilla il telefono e dell'altra parte c'è un'offerta irripetibile, come raccontato a Cronache di Spogliatoio: "Quando mi ha chiamato il Napoli, mi trovavo in Calabria perché i miei genitori vivono lì e stiamo ristrutturando un appartamento. Ero con mio fratello, dovevo rimanere 4 giorni ma non è stato così. Stavo camminando sul lungomare, perché tutti i giorni passeggio quando posso per almeno 10 chilometri: stavo aspettando un peschereccio col pesce fresco da comprare e ho ricevuto la chiamata da un dirigente del Napoli… e chiaramente non ho comparato il pesce".
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Un attimo che ha cambiato il corso della sua carriera e lo ha riportato su quella panchina che lo aveva visto per due volte solo come vice-allenatore. Calzona non ha esitato un attimo: "Se ho avuto paura di bruciarmi, accettando la panchina del Napoli? La telefonata è durata 40 minuti. Non ho mai avuto il minimo dubbio. E un’offerta del genere non si può rifiutare: la comfort zone non fa per me, io amo lo sfide, sono andato in Slovacchia, in un Paese che non conoscevo. E poi Napoli fa parte della mia vita, tornare e dare una mano era troppo importante".
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La sensazione di allenare il Napoli è stata adrenalina pura. Calzona era convinto del nuovo incarico, emozionato per questa avventura e la sua è stata una reazione forte, come ha rivelato: "Venivo su dalla Calabria con una macchina a noleggio, ero in tangenziale, ho tirato giù il finestrino e ho cacciato un urlo fortissimo, tante erano l’adrenalina e la gioia di tornare a Napoli con questo nuovo ruolo. Riesco poi a essere misurato quando entro dentro allo stadio Maradona, ma questa volta è stato diverso perché ho sentito il carico della responsabilità di rappresentare una regione. E con me la mia famiglia perché si rendeva conto del peso di tutto ciò".