Adani e la mitica festa con Ventola: “A metà serata c’era gente sdraiata fuori sotto i cassonetti”

Spesso si parla della vita mondana dei calciatori, mitizzando le loro uscite serali e le feste cui partecipano (chiedere allo ‘specialista' Ronaldo il Fenomeno per informazioni), ma a sentire i racconti di Lele Adani e Nicola Ventola, c'è molto di realmente vissuto in quelle storie. Lo spunto per ricordare qualcuna di quelle serate – di cui si sapeva l'inizio e non la fine – lo dà la partecipazione dei due ex compagni nell'Inter ad una chiacchierata in live streaming col ‘Rosso', il noto streamer. In particolare, il ricordo di una festa di compleanno di Ventola (e Pirlo) offre ad Adani l'opportunità di far capire con una sola immagine il livello di stordimento alcolico del party.
La festa di compleanno di Ventola e Pirlo: "Eravamo giovani, posto privato…"
"Io ce ne ho miliardi di serate belle, con Ronnie in particolare – attacca Ventola – però ne prendo una… che io non lo conoscevo Lele. Mi ritrovo a questa festa Lele che giocava nel Brescia. C'è questa festa privata, che abbiamo preso un posto bellissimo. C'erano persone di TV e tutto, ero all'Inter e festeggiamo io 21 anni e Andrea Pirlo i 20 anni. Lui è del 19 maggio, io del 24 maggio, abbiamo festeggiato insieme. Eravamo giovani, posto privato, persone che decidevamo noi. E mi trovo Lele…".
A quel punto interviene Adani a proseguire il racconto: "Sì, perché io avevo giocato con Andrea Pirlo a Brescia, quindi lui mi dice: ‘Vieni che facciamo il compleanno'. C'era la gente che praticamente a metà serata era sdraiata fuori sotto i cassonetti dell'immondizia…".

Adani in discoteca, tra Tocqueville e Hollywood: "Stankovic mi dà la bottiglia di champagne ed esco in strada"
Tocca poi allo stesso Adani tirare fuori un altro ricordo, stavolta niente location private ma discoteche ben note di Milano, destinazioni classiche dei calciatori in uscita serale: "È stato dopo un'Inter-Lazio 1-1. Dopo la partita, sia noi che giocavamo nell'Inter che i ragazzi della Lazio ci si trova al Tocqueville e praticamente sui tavoli si beve, si sboccia e si va come sempre in esagerazione. Poi a un certo punto c'è da passare di là dalla strada e andare all'Hollywood. E mi ricordo che c'era una scena dei ragazzi della Lazio mentre io li saluto e gli dico: ‘Ci vediamo di là'. E c'è Dejan Stankovic, che poi sarebbe venuto a giocare con noi, che mi dice: ‘Ma dove vai?'. Era con Lazovic. E mi dice: ‘Ma abbiamo appena… non andar via, abbiamo appena ordinato lo champagne'. Cosa fa? Mi dà la bottiglia piena in mano e io attraverso la strada e la porto nell'altra discoteca".
A quel punto, all'uscita dal locale, succede qualcosa di imprevisto: "Passo con la bottiglia per andare di là, all'Hollywood. Ma davanti, lì, proprio all'uscita del Tocqueville, c'erano telecamere di Mediaset. C'era un programma che si chiamava ‘Lucignolo' e praticamente mi intervista e parla dei calciatori che fanno tardi la notte e mi dice: ‘Ma cosa fai con questa bottiglia?'. E io, che ero in un altro mondo in quel momento lì, dicevo: ‘Eh, me l'han data di qua, ma la devo portare di là', non riuscivo a parlare…".